A MESTRE IN TANTI PER DIRE NO A QUESTA LEGGE SUL BIOTESTAMENTO

Sala gremita e persone in piedi all’incontro sul testamento biologico organizzato sabato a Mestre dal comitato Art.32 "sulla mia vita decido io", comitato cittadino trasversale nato su sollecitazione della cellulla veneziana dell’Associazione Luca Coscioni, che vedeva come oratori Mina Welby copresidente dell’Associazione Coscioni, Alfredo Saggioro primario di gastroenterologia all’ospedale dell’angelo, Elisabetta Ribet pastora della chiesa valdese di Venezia e Felice Casson Senatore del Partito Democratico.
In apertura  Mina Welby, anche attraverso la vicenda di suo marito, ha evidenziato come la legge, attualmente  all’esame del Senato dopo l’approvazione alla Camera nel mese di luglio,  impedisca ai malati di vedere rispettate le proprie volontà facendole diventare non vincolanti per il medico. Medico che, evidenzia il profesor Saggioro, ha il dovere di indicare al  paziente o ai suoi familiari tutte le possibiltà che la medicina offre, suggerire quella che a suo avviso è la miglior terapia,  ma che deve lasciare sempre al malato la libertà di scelta sulle terapie da accettare. Meglio nessuna legge che questa legge, sostiene il medico, perchè eisitono già norme nazionali e internazionali e codici deontologici con i quali poter gestire le situazioni di fine vita.
Sul tema vita e autodeterminazione si sofferma la pastora Valdese evidenziando come all’interno della comunità cristiana ci siano varie posizioni e che questa legge in realtà prende in considerazione solo quella espressa dalle gerarchie della chiesa cattolica. La chiesa valdese aprirà nei prossimi giorni anche a Venezia uno sportello dove tutti i cittadini, senza distinzione, potranno recarsi per depositare il proprio testamento biologico. Il Senatore Felice Casson oltre ad una analisi giuridica del testo con cui ha evidenziato i numerosi punti che potrebbero non far superare alla legge il vaglio della corte costituzionale, ha annunciato che come PD stanno preparando in Senato iniziative per bloccare questa legge a partire proprio da una pregiudiziale di incostituzionalità.
In conclusione ha invitato l’amministrazione comunale veneziana a riprendere la mozione, nata sulla scia di una petizione popolare sottoscritta da numerosi cittadini e presentata dallo stesso Casson nella precedente consigliatura, per l’istituzione del registro comunale delle dichiarazioni anticipate di trattamento, dichiarazioni di assoluta rilevanza legale per determinare le volontà del cittadino.