Facci: mio padre morto attraverso procedura eutanasica meglio galera che negare una libera facoltà
Comunicato stampa dell’Associazione Luca Coscioni
Nel corso della trasmissione a cura dell’Associazione Luca Coscioni, Il Maratoneta, andata in onda su Radio Radicale sabato scorso alle 19:30, e condotta da Mirella Parachini e Josè De Falco, nell’ambito dell’approfondimento del dibattito sulla scelta di fine vita di Lucio Magri,il noto giornalista Filippo Facci ha affermato rispetto alla morte di suo padre quanto segue:
“dico, e mi riferisco a quel termine “galera” che ho avuto, diciamo, questo “problema” e che ho provato a procurarmi il farmaco che è stato somministrato a Lucio Magri, che non ci sono riuscito personalmente e privatamente in Svizzera e non ci sono riuscito in Italia per la reticenza culturale e pratica di chi avrebbe potuto aiutarmi e mi riferisco ai farmacisti; salvo scoprire che, in qualche maniera, scoprirlo meglio, che in Italia si può ovviare a questo problema. Si ovvia a questo problema perché di fatto si accompagna già, senza bisogno particolare di altri farmaci, alla morte chi è previsto che comunque debba morire attraverso sedazioni e attraverso altri sistemi,
io ho avuto un padre e ritengo che mio padre sia morto sostanzialmente attraverso una procedura eutanasica e lo dico alla radio e se c’è qualche magistrato all’ascolto, che venga a prendermi e in questo senso meglio la galera che negare quello che non è un diritto ma è una libera facoltà“.
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