Educazione sessuale, Gallo (Ass. Coscioni): più prevenzione e informazione e meno proibizioni

Dichiarazione dell’avv. Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni e Presidente di Amica Cicogna

Se fosse vera la notizia per cui il Ministro Balduzzi o dirigenti Rai avrebbero mandato una comunicazione in cui si proibiva l’uso della parola ‘preservativo’ ci troveremmo dinanzi ad un atto gravissimo.

Non perché ci troviamo all’interno del servizio pubblico che da tempo pubblico non è, ma perché si tratta di una omissione semantica tipica del regime che impera da tempo in Italia. Ci si è inginocchiati per l’ennesima volta al soglio pontificio e alle ultime parole pronunciate dal Papa in materia di lotta all’Aids.

Come pretendere di debellare una malattia globale come l’Aids se deliberatamente non si fa informazione a 360 gradi? Va bene potenziare le cure ma la prevenzione non si deve ridurre ad astinenza e fedeltà coniugale. Ogni individuo è libero di vivere la sessualità come desidera e usare tutti gli strumenti necessari per non trasmettere le malattie e evitare gravidanze indesiderate. In una situazione economica delle più difficili negli ultimi decenni, chi sosterrebbe le spese per una vita dignitosa da offrire ai propri figli? Le casse del Vaticano? La sessualità resta ancora un tabù nei salotti politici e televisivi perbenisti e in maniera anche ipocrita. Vizi privati e pubbliche virtù sono ormai la fotografia di un Paese che non solo rischia di dare cattiva informazione sanitaria ma impedisce ai suoi cittadini di essere liberi in materia di inizio e fine vita.

Non siamo più liberi di fare l’amore, non siamo più liberi di metter al mondo figli, non siamo più liberi di morire, non siamo più liberi di evitare malattie; perché prigionieri del regime bio-etico.