Editing del Genoma: le più recenti biotecnologie vanno messe alla prova non al bando

A seguito della decisione della Corte europea di giustizia per cui la direttiva sugli Ogm deve applicarsi anche agli organismi ottenuti mediante tecniche emerse successivamente alla sua adozione, l’Associazione Luca Coscioni ha diramato un commento firmato dai ricercatori Vittoria Brambilla, Roberto Defez e dall’ex Senatore Radicale Marco Perduca:

“La decisione della Corte europea di giustizia che richiude le nuove biotecnologie vegetali nella categoria degli intoccabili OGM, tira il freno alla ricerca scientifica e all’applicazione delle più recenti scoperte anche in campo alimentare. Seguire le organizzazioni francesi, che hanno sollevato l’istanza presso l’Alta Corte, sulla strada del “vietare a prescindere” e perché “queste nuove tecniche consentono di produrre molte più varietà geneticamente modificate rispetto a quelle risultanti dall’applicazione di metodi convenzionali di mutagenesi” bloccherà l’Europa su posizioni di passività che non potranno rispondere in modo sostenibile alle necessità di una domanda crescente di cibi sicuri, di maggior rispetto dell’ambiente e di risparmio energetico.

Non si tratta di negare che siamo di fronte a interventi sul DNA di alcune piante, si tratta di apprezzare che con le tecnologie del Genome editing non si sposta più DNA da un organismo ad un altro ma si possono ridurre gli usi di agrofarmaci, tutelare le produzioni tipiche italiane e contrastare le importazioni di analoghe derrate sostenendo il reddito dei nostri agricoltori, l’ambiente e la salute umana.

Proibire non ha mai favorito la conoscenza. Occorre la scelta politica di privilegiare gli interessi nazionali e la capacità di innovazione degli scienziati italiani, questa sentenza potrebbe costringere l’Italia, dove pur son in corso importanti ricerche, ad importare di più, innovare di meno e acuire ancora il deficit della nostra bilancia agroalimentare.