“Il documento del Comitato Nazionale di Bioetica, che riconosce il diritto all’obiezione di coscienza anche per i farmacisti, dimostra che l’organo di consulenza (e di nomina) governativo è diventato ormai un fortino reazionario, al di sopra della legge e della scienza”, afferma Annalisa Chirico, esponente radicale e membro di giunta dell’Associazione Luca Coscioni.
“In primo luogo va precisato che si tratta di un parere non vincolante. Il rifiuto di vendere la pillola del giorno dopo dietro regolare esibizione della ricetta medica continua, dunque, a configurare un reato per interruzione di pubblico servizio. La vittima dell’imposizione di coscienza ha il diritto di sporgere denuncia. In secondo luogo, è sempre più chiaro che il “monopolio etico” del Cnb nei confronti del decisore pubblico si fonda su un’ideologia oscurantista e antiscientifica, tanto cara al sottosegretario Eugenia Roccella. Il Cnb si ostina ad attribuire a un contraccettivo d’emergenza – perché tale è ritenuto dalla comunità scientifica internazionale – un potere abortivo che non esiste”.
“Dopo quest’ennesimo tentativo di brandire la contraccezione come un’arma contro l’autodeterminazione, – conclude la giovane esponente radicale – noi proseguiremo nella campagna per salvaguardare il diritto alla salute riproduttiva. Informazione sessuale e accesso alla contraccezione, a partire dall’abolizione della ricetta medica per la pillola del giorno dopo. Abbiamo già raccolto migliaia di firme e andremo avanti perché l’Italia si metta al passo col resto d’Europa”.
“In primo luogo va precisato che si tratta di un parere non vincolante. Il rifiuto di vendere la pillola del giorno dopo dietro regolare esibizione della ricetta medica continua, dunque, a configurare un reato per interruzione di pubblico servizio. La vittima dell’imposizione di coscienza ha il diritto di sporgere denuncia. In secondo luogo, è sempre più chiaro che il “monopolio etico” del Cnb nei confronti del decisore pubblico si fonda su un’ideologia oscurantista e antiscientifica, tanto cara al sottosegretario Eugenia Roccella. Il Cnb si ostina ad attribuire a un contraccettivo d’emergenza – perché tale è ritenuto dalla comunità scientifica internazionale – un potere abortivo che non esiste”.
“Dopo quest’ennesimo tentativo di brandire la contraccezione come un’arma contro l’autodeterminazione, – conclude la giovane esponente radicale – noi proseguiremo nella campagna per salvaguardare il diritto alla salute riproduttiva. Informazione sessuale e accesso alla contraccezione, a partire dall’abolizione della ricetta medica per la pillola del giorno dopo. Abbiamo già raccolto migliaia di firme e andremo avanti perché l’Italia si metta al passo col resto d’Europa”.