
Marco Cappato
Rispetto alla videotestimonianza di Piera, credo che l’unico scandalo sia quello di leggi che l’hanno costretta a lasciare l’Italia per morire senza soffrire. Lo scandalo è quello della “morte all’italiana”, tra sofferenza, clandestinità e esilio.
A Eugenia Roccella, che si indigna davanti al rischio che la morte sia affidata alla scelta da esprimere attraverso un questionario, chiedo se davvero ritiene meno burocratica la scelta da subire attraverso una condanna a una dozzina di anni di carcere per “omicidio del consenziente”.
A Eugenia Roccella, che si indigna davanti al rischio che la morte sia affidata alla scelta da esprimere attraverso un questionario, chiedo se davvero ritiene meno burocratica la scelta da subire attraverso una condanna a una dozzina di anni di carcere per “omicidio del consenziente”.
Nel ringraziare in particolare il Partito Socialista Italiano e Rifondazione Comunista per la loro adesione alla proposta di legge di iniziativa popolare, confermo che, come radicali dell’Associazione Luca Coscioni, continueremo a raccontare le storie delle persone che non accettano il ricatto della clandestinità e continueremo a fornire il nostro aiuto a chi vuole opporsi a leggi e politiche violente.
Domani, la mobilitazione straordinaria della campagna www.eutanasialegale.it è una prima occasione, grazie alla generosità di Piera, per chiedere innanzitutto quel dibattito che è stato finora negato ai cittadini italiani.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.