L’ Anvur (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca) ha dato il via al processo di valutazione della ricerca Vqr (Valutazione della Qualità della Ricerca) che coinvolgerà tutte le istituzioni di ricerca nei prossimi due anni.
Il ruolo chiave in tutto questo è assegnato ai Gruppi di Esperti della Valutazione (Gev). Ne sono previsti 14, uno per ciascun grande raggruppamento di discipline.
Sono delicatissimi i compiti che i Gev dovranno svolgere: definire i criteri e gestire la valutazione dei singoli prodotti di ricerca, applicando indicatori bibliometrici o scegliendo revisori anonimi. ‘E il consiglio direttivo dell’anvur a nominare i Gev. Dalla loro corretta composizione dipende la credibilità del risultato finale della valutazione.I Gev dovranno essere composti da persone scientificamente qualificate ed in grado di coprire le specializzazioni disciplinari, possibilmente appartenenti a una pluralità di università italiane e straniere.
Uno dei pericoli da evitare è che i Gev siano preda di gruppi accademici in grado di controllare i risultati della valutazione. Al momento non sono noti i criteri di nomina adottati dall’Anvur. Circolano però indiscrezioni sulla composizione: tra queste l’elenco dei membri del Gev di Scienze economiche e statistiche. Questo Gev è composto da membri sicuramente qualificati e che coprono i vari ambiti disciplinari; le affiliazioni dei membri sono varie (anche se c’è una presenza robusta di affiliati ad Igier Bocconi). Per verificarvi la presenza di un gruppo accademico in grado di controllare i risultati della valutazione si può applicare una tecnica di analisi di rete usata spesso in bibliometria, che consiste nella ricostruzione della rete di coautoraggi.
La presenza di una fitta rete di prodotti scientifici scritti in comune dai membri del Gev è un forte indizio della presenza di un gruppo accademico al suo interno. Questa tecnica è stata applicata al sottoinsieme dei 20 economisti membri del Gev.
‘E risultato che due membri sono a distanza 1 dal presidente, sono cioè suoi coautori; altri quattro si si trovano a distanza 2 dal presidente, sono cioè coautori di studiosi esterni al Gev a loro volta coautori del presidente. Nel Gev sono presenti complessivamente 9 membri (45%) che hanno firmato insieme uno o più articoli; e 12 membri (60%) hanno almeno un coautore comune esterno al Gev. Quindi il 75% dei membri è a distanza 2 o inferiore da un altro membro del Gev. Sono solo 5 (25%) i membri che non hanno coautori all’interno del Gev. Degli 8 membri affiliati a università estere, 5, cioè il 63%, hanno almeno un coautore all’interno. Due dei tre membri esteri che non hanno coautori sono comunque molti prossimi ad altri membri: uno è affiliato ad Igier-Bocconi; e l’altro insegna regolarmente nell’università di affiliazione del presidente in un master nel cui collegio docenti compare anche il presidente.
Per avere un termine di paragone si è considerato ciò che accade nel Regno Unito, analizzando i membri del panel di valutatori di economia nominati in vista del prossimo esercizio di valutazione Ref (Research Excellence Framework).
Il presidente del panel britannico non ha coautori diretti all’interno ed un solo membro del panel è a distanza due dal presidente Solo il 6% dei membri del panel britannico sono a distanza 2 o inferiore dal presidente contro il 35% italiano. Sono appena 3 i membri del panel che hanno scritto almeno un articolo insieme (18% contro 45% italiano); i membri del panel che non hanno coautori interni sono il 35% contro il 22% del Gev. Questi ultimi hanno affiliazioni diverse tra loro e dagli altri membri. E, si badi bene, il panel britannico non prevede membri esteri. Se le indiscrezioni sono esatte, il Gev italiano appare strutturalmente diverso rispetto al modello britannico.
Visto che la composizione non è stata resa nota ufficialmente, c’è ancora tempo per porre rimedio a questa situazione. Speriamo che il consiglio direttivo dell’Anvur lo faccia.
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