Un"provvedimento urgente" per avviare davvero il reclutamento straordinario dei professori associati, previsto dalla riforma Gelmini e finanziato dal decreto sul fondo di finanziamento ordinario.
Sempre in tema di risorse, sblocco dell’assegno 2011, definito (si veda Il Sole 24Ore del 4 novembre) ma ancora non arrivato nelle università, e l’assicurazione che saranno confermati i 300 milioni in più per il fondo 2012: in questo modo, la dote degli atenei statali rimarrà vicina ai livelli di quest’anno, poco sotto i 7 miliardi di euro.
È il piano di lavoro presentato ieri dal ministro della Pubblica istruzione, Francesco Profumo, alla Conferenza dei rettori. La questione bilanci continua a occupare l’agenda delle priorità che gli ex colleghi di Profumo (era rettore del Politecnico di Torino) hanno presentato al neo-ministro, insieme al percorso di attuazione della riforma universitaria interrotto in una fase cruciale dal cambio di Governo.
Sul reclutamento straordinario degli associati, le risorse sono state stanziate con il Dm sull’Ffo 2011, ma per completare il mosaico occorre stabilire le regole per il reclutamento; sul punto, il ministro ha assicurato che il cambio d’anno non comporterà la perdita delle risorse, che saranno "trasferite" sul 2012. Il progetto iniziale era quello di destinare i posti ai nuovi "abilitati nazionali" previsti dalla riforma Gelmini, ma i tempi necessari all’attuazione hanno dirottato l’attenzione sugli idonei dei vecchi concorsi locali, spesso ancora in attesa di cattedra.
Sempre sul reclutamento, Profumo ha rilanciato l’accelerazione nell’attuazione, prevedendo un via libera "entro la primavera". Su questo fronte, molto dipende da come concluderà il proprio iter il provvedimento cruciale che fissa i criteri di valutazione. Nel pacchetto presentato ieri da Profumo ai rettori trovano poi spazio altri capitoli importanti: un rifinanziamento pluriennale (138 milioni nel 2012) della legge sulle residenze universitarie, 75 milioni peri progetti di ricerca destinati agli under 4o e 171 milioni per il prossimo bando dei "progetti di ricerca di interesse nazionale".
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