“Dite la verità al figlio in provetta”

La stampa
r.i.

Se un bambino nasce in provetta dopo una fecondazione eterologa, ovvero utilizzando i gameti di un donatore, è giusto o no rivelargli le modalità del suo concepimento? Sì secondo il Comitato nazionale di bioetica (Cnb), che però si divide sull’opportunità di comunicare al nato anche i dati anagrafici del padre o della madre biologici.

Il Cnb – si legge in una nota – non entra nel merito della valutazione etica della procreazione eterologa (con donatore esterno) o della regolamentazione nel nostro Paese (che la
proibisce), ma si limita a considerare il problema dell’interesse/diritto del nato a conoscere la verità del proprio concepimento e della propria ascendenza biologica in senso generale”.
La presa di posizione del Cnb, contenuta in un parere approvato ieri con un solo voto contrario, giunge in un momento di forte attesa per il prossimo pronunciamento della Consulta proprio in merito alla fecondazione eterologa, vietata in Italia dalla legge 40/2004.
Rispetto al divieto dell’eterologa, i tribunali di Firenze e Catania hanno infatti sollevato l’illegittimità costituzionale, ed in merito dovrà ora pronunciarsi la Corte Costituzionale.
Ma se per il Cnb è consigliabile dire la verità sulle modalità del concepimento, le opinioni divergono circa i dati anagrafici del donatore. “Per alcuni membri del Comitato – chiarisce il vicepresidente del Cnb Lorenzo D’Avack – tale richiesta deve limitarsi ad informazioni collegate alla salute del nato, conservando l’anonimato anagrafico del donatore, per altri, invece, al nato va garantita un’informazione piena rispetto al donatore di gameti”.
Accolgono favorevolmente il parere del Cnb le associazioni che si occupano di procreazione assistita come Madre Provetta: “Ora ci aspettiamo che la Consulta – afferma la presidente Monica Soldano – rimuova il divieto di fecondazione eterologa perché incostituzionale”.

L’avvocato e segretario dell’Associazione Coscioni, Filomena Gallo, invece, annuncia l’imminente presentazione di un disegno di legge sulla fecondazione eterologa che prevede un “doppio binario per i donatori, con la possibilità di scegliere o meno l’anonimato”.

 

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