L’associazione famiglie numerose: Giovanardi sottosegretario inutile

Il Secolo XIX
Vittorio De Benedictis

ROMA. Povero sottosegretario Giovanardi. Difensore strenuo, un crociato della famiglia cattolica ortodossa, e per questo premiato con la delega alla Famiglia, è stato "sfiduciato" dall’ associazione delle famiglie numerose. “È inutile”, questa l’ impietosa analisi, pubblicata dal settimanale cattolico Famiglia cristiana.Con il direttore Antonio Sciortino che si associa all’ invito di Mario ed Egle Sberna che parlano a nome dell’ associazione: “Devolviamo lo stipendio di Giovanardi e le spese del sottosegretariato alle famiglie”.

Modenese di nascita, democristiano doc, poi Ccd dopo lo sfascio della prima repubblica, quindi Udc, “inutile” proprio a lui che ha sempre militato in un partito cristiano.
Tranne che all’ ultimo approdo, il Pdl, dove ha dato vita a un minuscolo gruppo, i Popolari liberali. Paladino dell’ integralismo cattolico, si schiera contro Peppino Englaro (il caso di eutanasia), contro le droghe leggere (equiparate a quelle pesanti), testamento biologico, procreazione assistita, insomma contro tutto ciò che non è ammesso dalle gerarchie vaticane. E soprattutto ferocemente contro le coppie gay e le coppie di fatto: “Conta solo la famiglia costituita da una papà e una mamma, regolarmente sposati. Quella prevista dalla Costituzione”. Questa estate estate Giovanardi, in pieno marasma politico ed economico, era in prima fila nel bollare come eretico uno spot Ikea che promuoveva una coppia gay intenta a cucinare. A Napoli compare un cartellone pubblicitario con una provocante escort? Lui c’ è “Offensivo, intervenga l’ Agcom”.

Ma l’ associazione delle famiglie numerose e Famiglia cristiana si rivoltano soprattutto perché Giovanardi secondo loro parla molto ma produce poco.
Aveva promesso un “nuovo fisco a misura della famiglia”, con l’ introduzione “del quoziente familiare”. E’ arrivata una maxi-stangata.

Così l’ associazione andrà in piazza domani. Intanto chiederà a Giovanardi di dimettere se stesso e “l’inutile” sottosegretariato. Poi sarebbe gradita un po’ di politica sociale: tre anni di contributi ai fini pensionistici per ogni figlio, raddoppio immediato degli assegni familiari, modifica dell’ Isee, deduzioni o detrazioni per carichi per carichi familiari per le addizionali comunali e regionali. E la tutela dei lavoratori con tre o più figli a carico in caso di licenziamento. Insomma, più fatti e meno anatemi.