I brevetti sui geni sono ammissibili? Un commento.

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Amedeo Santosuosso, Carmen Sorrentino

Una recente sentenza della Corte di Appello del circuito federale degli Stati Uniti ha rovesciato la decisione di una Corte inferiore, secondo cui il DNA isolato rivendicato da Myriad Genetics non è brevettabile, “poiché – spiegano i giudici federali – le molecole rivendicate non esistono in natura”.
Secondo le dichiarazioni rilasciate dall’American Civil Liberties Union, che aveva fatto causa a Myriad perché detiene i brevetti sui geni, quei brevetti sarebbero illegali e limiterebbero tanto la ricerca scientifica quanto l’accesso dei pazienti alla cura medica. I brevetti sui geni umani violerebbero inoltre il primo emendamento e la legge, perché i geni sono “prodotti della natura”.
Gli specifici brevetti contestati sono quelli sui geni BRCA1 e BRCA2. Le mutazioni su questi geni sono responsabili della maggioranza dei casi di tumori ereditari al seno e alle ovaie. Molte donne con una storia di questi tumori nelle loro famiglie scelgono di sottoporsi ai test genetici per determinare se hanno una mutazione nei loro geni BRCA che le espone ad un rischio maggiore di contrarre queste malattie. Tale informazione è cruciale nell’aiutare queste donne a decidere un piano di trattamento e prevenzione, includendo maggiore controllo, mastectomie preventive ed eliminazione delle ovaie, mentre secondo l’ACLU “il monopolio di Myriad sui geni BRCA rende impossibile per le donne l’accesso a test alternativi o a un secondo parere sui loro risultati. Ciò permette inoltre a Myriad di far pagare un prezzo elevato per i suoi test”.
La Corte Federale ha in effetti riformato la parte fondamentale della sentenza precedente, ciò nonostante la decisione è stata contestata per molti aspetti. Persino il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha presentato un suo fascicolo sostenendo che molti brevetti sui geni emessi dall’Ufficio Brevetti non sono validi. Inoltre un’opinione dissenziente è stata in parte presentata dal giudice di circuito Bryson. Secondo quanto scrive Bryson, il gene BRCA sarebbe come una lastra di marmo estratta dalla terra e non come la scultura intagliata in essa, quella che secondo l’opinione potrebbe essere sottoposta a protezione della proprietà intellettuale.
Egli suggerisce che si potrebbe trattare di una di quelle istanze nelle quali troppa protezione dei brevetti potrebbe impedire piuttosto che promuovere il progresso della Scienza e delle Arti utili.
Citando il giudice Bryson: “Sebbene i miei colleghi credano che in questo caso la loro analisi dovrebbe essere influenzate dalle aspettative della comunità degli inventori basate sulla vecchia pratica dell’Ufficio Brevetti di rilasciare brevetti sui geni umani, ciò significa in effetti attribuire a quell’ufficio un’autorità legislativa che il Congresso non gli ha accordato. La proprietà intellettuale non è soggetta ad un diritto collettivo all’usucapione e non potremmo creare questo diritto. Il nostro ruolo è di interpretare la legge che il Congresso ha scritto in accordo con i precedenti governi. Io vorrei farlo e vorrei affermare la sentenza della corte distrettuale sul gene BRCA e sul segmento del gene BRCA” (vedi parere 2010-1406, Appeal from the United States District Court for the Southern District of New York in Case No. 09-CV-4515, Senior Judge Robert W. Sweet, decided: July 29, 2011).
Infine l’ACLU ha dichiarato la sua intenzione di ricorrere alla Corte Suprema, così possiamo concludere che niente è stato ancora deciso.
Le ultime notizie nel campo dei brevetti e della biotecnologia riportano che una “causa intentata contro gli scienziati che usano esemplari di topo nella ricerca sull’Alzheimer è stata ritirata” (source Nature.com)
Il laboratorio Jackson di Bar Harbour Maine, altri istituti e società, erano stati accusati dall’Istituto per l’Alzheimer americano (AIA) di Kansas City di aver violato i loro brevetti riguardanti una mutazione genetica che causa un precoce attacco dell’Alzheimer. Una volta ancora un’istituzione governativa, il National Institutes of Health di Brethesda, Maryland, è intervenuto a favore del laboratorio Jackson portando a rinunciare alla causa contro esso.

Di Amedeo Santosuosso, presidente dell’European Centre for Law, Science and New Technologies (ECLT), Università di Pavia, www.unipv-lawtech.eu

E Carmen Sorrentino, coordinatrice del Congresso Mondiale per la libertà di ricerca scientifica

 

(Traduzione di Elisa Leoni)

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