Una nuova soluzione contro le fratture ossee difficili da rimarginare arriva dal Dipartimento di pediatria dell’Università del North Carolina di Chapel Hill, e precisamente dal laboratorio della Dottoressa Anna Spagnoli, pediatra ed endocrinologa romana trasferitasi nel’ 95 negli Stati Uniti. Lì la Spagnoli ha deciso di rimanere, continuando ad approfondire il suo interesse per l’apparato
osteoarticolare. Come pediatra, infatti, ha potuto seguire molti bambini affetti da osteogenesi imperfetta, una malattia genetica che colpisce lo scheletro e le articolazioni impedendone il corretto sviluppo, caratterizzata principalmente da fragilità ossea in tutti i livelli di gravità. “Siamo partiti
dall’osservazione che il 20% di tratture ossee non riesce naturalmente a rimarginarsi, indipendentemente dall’età e dalle condizioni del paziente – spiega la ricercatrice – e, se questo non avviene entro 6 mesi non accade mai più. In questi casi, In questi casi la soluzione è il trapianto di osso prelevato da un’altra parte dell’organismo ma la procedura diventa particolarmente complicata quando si tratta di un paziente bambino. Abbiamo dunque concentrato l’attenzione sul ruolo delle cellule staminali in questo processo cercando d capire che cosa accade quando le fratture non si riparano”
La ricerca di base, dunque è stata condotta
su modelli animali trasferendo per via endovenosa stimi staminali estratte dal midollo osseo di un topo in un altro topo con fratture ossee. Dopo soli tre giorni, sono andate a localizzarsi proprio nella lesione cominciando il loro processo riparativo.”Ma non ci siamo fermati qua – prosegue la
pediatra – perché abbiamo voluto indagare il ruolo del fattore "Igf-I" (il cosiddetto “fattore di crescita insulino simile" conosciuto anche con il nome di somatomedina) in tutto il processo. Si tratta dell’ormone che riveste un ruolo importantissimo nei processi di crescita del bambino. Trapiantando staminali che esprimono il gene in topolini mutati che non riescono, invece, i a produrlo, il ruolo riparativo si è dimostrato più che raddoppiato e le ossa hanno acquisito maggiore resistenza.
Le fratture sono perfettamente guarite, dunque, grazie al trapianto delle staminali provenienti dal midollo osseo”. Questa scoperta apre nuovi orizzonti per il trattamento di patologie quali I’osteogenesi imperfetta o la malattia delle ossa fragili, dall’osteoporosi che colpisce gli adulti, con un approccio estremamente vantaggioso poichè, in questi disordini, le ossa Si rompono con molta facilità e ripetutamente, e l’intervento chirurgico può non essere sempre efficace o consigliabile.
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