Il Cnb serve solo se laico

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Il Comitato nazionale di bioetica (Cnb) è “uno strumento necessario ”, ma “è davvero utile solo se è laico”.Così il ginecologo Carlo Flamigni, componente del Cnb e docente all`università di Bologna, alla tavola rotonda Cnb: riformarlo o abolirlo? Contro il monopolio bioetico organizzata al Senato dall`Associazione Luca Coscioni. “Non si può ignorare il fatto – ha sottolineato Flamigni – che in tutti i Paesi del mondo libero ci siano Comitati di bioetica ”, ricordando poi che in Europa solo un Paese ultracattolico come Irlanda lo ha cancellato. Il progresso e il salto di paradigma che hanno compiuto le scienze mediche negli ultimi anni aprono indubbiamente nuovi ambiti di discussione. Anche per questo “è necessario parlare di bioetica – dice Flamigni – anche se bisogna certamente semplificarla, inserire soprattutto il problema dell’informazione, dell’insegnamento, della divulgazione e poi ragionare con i cittadini in tema di diritti”.

Ma uno dei maggiori problemi dell’attuale Cnb è la modalità stessa di arruolamento dei componenti, affidato oggi al presidente del Consiglio. “Bisognerebbe trovare una soluzione diversa – dice Flamigni -. Non abbiamo avuto ancora la sorte di avere un premier laico che inserisca tutte le voci possibili e non crei maggioranze precostituite forti come le attuali. Abbiamo sempre avuto una straordinaria e bulgara maggioranza cattolica ”. Inoltre, aggiunge Flamigni, “Il Cnb dovrebbe stilare documenti descrittivi. Il Comitato elabora Carlo Flamigni e spiega; poi i cittadini capiscono e scelgono; la politica media e poi norma. La laicità dovrebbe governare i problemi di ordine etico perché, come diceva Nicola Abbagnano: un Paese che stabilisce le norme in base a principi religiosi è un Paese disonesto ”.

 

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