Carlo Troilo, membro di giunta dell’Associazione Coscioni: biotestamento, il mio digiuno contro la legge

 Lunedì 7 marzo la legge sul testamento biologico passerà all`esame dell`Aula della Camera ed io inizierò il mio "digiuno di dialogo". La legge è palesemente incostituzionale. Infatti, l`articolo 32 della Costituzione dice che «nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario». La legge prevede invece l`impossibilità di rifiutare idratazione e alimentazione artificiali, perché le considera "sostegni vitali" e non "terapie", come le definiscono l`Organizzazione Mondiale della Sanità e il 75% dei chirurghi italiani. Quasi che il legislatore abbia voluto così "vendicarsi" per il modo in cui si è conclusa la vicenda di Eluana Englaro

ed impedire che possa ripetersi. Una legge incostituzionale, ma anche inumana, perché condanna alla tortura del "sondino di Stato" anche chi vorrebbe morire senza inutili sofferenze e con dignità. Una legge che va contro la volontà del 77% degli italiani (Eurispes) favorevoli ad un "vero" testamento biologico, quali quelli in vigore in tutti i paesi dell`Occidente. C`è un altro argomento di cui in Italia non si vuole parlare. Nel nostro Paese ogni anno 1.000 malati terminali si suicidano perché non possono ottenere l`eutanasia (Istat). E ciò che fece, nel marzo del 2004, mio fratello Michele, malato terminale di leucemia. Delle trentamila persone che muoiono ogni anno nelle terapie intensive italiane quasi ventimila, il 62 per cento, lo fanno grazie all`aiuto del medico rianimatore (ricerca Istituto Mario Negri). Oltre metà delle 250 mila persone che muoiono ogni anno per malattie oncologiche patiscono sofferenze atroci per la vergognosa carenza di terapie del dolore, nelle quali l`Itallia è all`ultimissimo posto in Europa (Costantino Benedetti, esperto mondiale di cure palliative). Moltissime di loro, se potessero, sceglierebbero l`eutanasia. I166% degli italiani è favorevole alla legalizzazione della eutanasia (Eurispes e altri sondaggi). Sulla cruda verità di queste cifre si fonda la richiesta della Associazione Coscioni di una indagine del Parlamento sulla eutanasia clandestina, che ricorda la piaga degli aborti clandestini prima della approvazione della legge 194. E proprio la clandestinità, infatti, che può permettere quegli abusi e quelle "derive" di cui si preoccupano gli avversari della eutanasia. Su questi due temi, testamento biologico ed eutanasia, con la mia iniziativa di digiuno, intendo chiedere a tutti i deputati – che dovrebbero esercitare la loro funzione "senza obbligo di mandato" (articolo 67 della Costituzione) – di non sentirsi vincolati alle direttive del loro partito. E lo chiedo in particolare ai seguaci del Presidente Fini, che ha sempre teorizzato la libertà di coscienza sui temi "eticamente sensibili", agli ex socialisti e agli ex radicali, che vengono da una gloriosa tradizione di battaglie per i diritti civili.?