Il sindaco di Marcon, Pier Antonio Tomasi, dice "no" all’istituzione del Registro dei Testamenti Biologici. Il primo cittadino nei giorni scorsi, ha risposto alle associazioni Orange-Angolo Acuto, U.d.i.-Unione Donne Italiane e Wake Up.
A giugno 2010 avevano consegnato, sulla scia di quanto accaduto in altri comuni, ben 320 firme per sostenere la causa, oltre ad aver intrapreso un percorso di sensibilizzazione di maggioranza e opposizione.
A motivare il "no", senza margini di discussione, la circolare interministeriale firmata lo scorso 19 novembre dai ministri dell’Interno, Roberto Maroni, del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maurizio Sacconi, e della Salute, Ferruccio Fazio, nella quale si precisa che la materia del "fine vita" rientra nell’esclusiva competenza del legislatore nazionale, vale a dire lo Stato, e che dunque l’intervento del Comune in questo ambito risulterebbe fuori dalle competenze proprie dell’ente locale. "Le funzioni amministrative sulle dichiarazioni anticipate di volontà – si legge nella risposta inviata alle associazioni – investono la sfera personale dell’individuo con implicazioni nella sfera della privacy salute e famiglia e costituiscono materia dello Stato sulla quale il comune non ha alcuna potestà. L’intervento in tale materia si tradurrebbe nella istituzione di registri e nella redazione di atti privi di qualsiasi efficacia giuridica con dispersione delle risorse umane e finanziarie dell’ente". Da qui l’intenzione di non procedere all’istituzione.
Su tutte le furie la presidente dell’Unione Donne Italiane di Marcon, Luisa Codato, che non le manda a dire. "Dopo 8 mesi dalla consegna della raccolta firme – spiega – otteniamo un verdetto negativo da un sindaco del Pd che ha per segretario Bersani, il quale in cima alla lista dei punti del rilancio del programma ha proprio il registro per il Testamento biologico. Neanche l’ultimo dei burocratesi avrebbe saputo fare peggio. Mi sarei aspettata – aggiunge – che anzi il nostro sindaco, vicepresidente regionale dell’Anci, avesse fatto tutto il possibile all’interno dell’associazione, per portare avanti la volontà di tanti cittadini e andare contro quella che è solo una circolare". Finora l’unico Comune della Provincia a rompere il tabù è stato Campologo Maggiore. "Mi attengo alla direttiva interministeriale – ribatte Tomasi – non a quello che fanno gli altri".
Testamento biologico, no al registro
Marta Artico