Barack Obama e la spina della nonna

Nel giorno di Santo Stefano il New York Times ha pubblicato una indiscrezione secondo cui il governo americano starebbe per reintrodurre una norma stralciata dalla legge di riforma sanitaria a seguito della violenta protesta dei Repubblicani e degli agguerriti gruppi pro-life. La norma permetteva a Medicare (il sistema di assistenza per gli ultra sessantacinquenni) di pagare i medici per le informazioni che avrebbero fornito,in occasione della visita quinquennale di “wellness” (condizioni generali di salute) circa le scelte di fine vita.

In sostanza, i medici avrebbero “pubblicizzato” le norme sul “living will”, che gli Stati Uniti hanno adottato da decenni, fornendo informazioni ai pazienti su come preparare una“direttiva anticipata di trattamento”. L’opposizione ha reagito duramente. Sarah Palin ha detto che con questa norma il “comitato della morte” di Obama deciderebbe chi è degno di assistenza sanitaria. E il deputato dell’Ohio John A. Boehner, in corsa per diventare speaker, ha detto: «Questa disposizione ci può portare su un percorso infido verso l’eutanasia incoraggiata dal governo».

Molto più pacate le argomentazioni dell’amministrazione e dei suoi esperti. Il presidente Obama ha ripiegato sulla ironia: «Non staccheremo la spina alla nonna». Il dottor Donald M. Berwick, estensore della nuova norma, ha sottolineato che «le direttive anticipate e il coinvolgimento dei pazienti nel processo decisionale hanno dimostrato la capacità di ridurre le terapie inappropriate alla fine della vita, portando sia a costi più bassi sia a cure più umane». Dinanzi al dibattito americano, anche aspro ma nella grande maggioranza dei casi basato su studi e ricerche scientifiche, la reazione dei cattolici integralisti italiani appare come sempre sgangherata.

Le nostre due pasionarie pro-life, Roccella e Binetti,denunciano la imminente strage degli innocenti negli Usa e chiedono l’immediata approvazione, alla Camera, della legge sul testamento biologico. Dimostrando così che questa legge – nata per accrescerei diritti dei malati – grazie ai parlamentari del centrodestra è divenuta una legge che invece limita pesantemente questi diritti, giungendo a rendere obbligatorie l’alimentazione e l’idratazione artificiali anche per chi non le vuole: si vorrebbe reintrodurre così – con il “sondino di Stato” – una inaudita forma di tortura, degna della tradizione del più feroce Papa Re.

Vedremo presto, alla Camera, dove arriva il laicismo di Fini e dei suoi e se tra gli ex socialisti del Popolo della Libertà vi sarà un sussulto di autonomia e di dignità

 

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