I centralisti del fine-vita. Governo contro i registri

Marco Cappato Simonetta Dezi Luigi Manconi

Un ricatto finanziario. La stessa tecnica utilizzata  da Sacconi per minacciare la clinica disponibile ad accogliere Eluana Englaro è oggi rivolta contro  i comuni disponibili ad istituire il registro dei testamenti biologici. I ministri del Lavoro, Salute, Interno  ovvero Sacconi, Fazio e Maroni, con una circolare  hanno infatti dichiarato i registri comunali che  raccolgono il cosiddetto biotestamento privi di  "effetti giuridici" e hanno aggiunto che i comuni che  aderiscono all` iniziativa potrebbero essere chiamati  a rispondere di un uso distorto di risorse umane e  finanziarie pubbliche. L`affondo era, da noi radicali,  previsto dopo le dichiarazioni dei giorni scorsi del  sottosegretario alla salute Eugenia Roccella.   I promotori del registro dei testamenti biologici  presso i comuni hanno un nome: le associazioni A  Buon Diritto e Luca Coscioni.

Questa iniziativa è in  effetti, al momento, l`unico strumento a disposizione  dei cittadini per testimoniare una scelta della persona  e per tutelare il diritto all`autodeterminazione in   materia sanitaria sancito in primo luogo dalla nostra  Carta Costituzionale. Quello che viene proposto a chi  abbia redatto un documento, autenticato, contenente  decisioni relative al fine vita (scelte mediche, sospensione  delle cure, rianimazione, tumulazione o  cremazione, rito religioso o civile … ), è di far registrare  presso un ufficio comunale l`esistenza di tale documento  e il luogo dove hanno deciso di conservarlo.  Nel Registro, riservato ai cittadini residenti nel Comune,  dovrebbero essere riportati gli estremi dei testamenti  biologici al fine anche di garantire la certezza  della data di presentazione e la fonte di provenienza.   I principi a cui si fa riferimento e che spingono le  associazioni a continuare sulla strada intrapresa sono  affermati, come si è detto, dalla nostra Carta Costituzionale,  ribaditi da Convenzioni internazionali,  quale quella di Oviedo, e confermati da alcune sentenze.  Proprio la giurisprudenza della Cassazione relativa  alla vicenda Englaro fa ritenere l`isituzione del  Registro comunale dei testamenti biologici un passo  essenziale per la concreta tutela di un diritto fondamentale  della persona. E contrariamente a quanto  sostenuto nella circolare ministeriale, il ruolo che le  amministrazioni possono svolgere a riguardo è insostituibile.  In assenza di una normativa di legge, ricordiamo  inoltre ai ministri – o saranno direttamente i  tribunali a farlo -, che è solo l`autorità giudiziaria che  può stabilire quali siano gli effetti giuridici dei testamenti  biologici e del relativo Registro. In particolare  il ministro Maroni dovrebbe rendersi conto che con  queste posizioni, assolutamente irrispettose dell`autonomia  dei comuni, costituzionalmente garantita,  finisce per vestire i panni di un autentico ministro  "federalista" del peggiore Stato etico centralista e clericale. 

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