Più che una semplice sollecitazione, è una richiesta esplicita quella protocollata dall’Italia dei valori al sindaco Romeo Frediani affinché si faccia promotore di un’azione diretta al ripristino del servizio di interruzione volontaria di gravidanza al “Paolo Dettori”. Come è noto nell’ospedale tempiese dal 2007 non si eseguono più pratiche abortive in quanto tutti i medici del reparto di ginecologia si sono dichiarati obiettori di coscienza. “Dai dati facilmente reperibili al sito dell’Asl di Olbia – ha specificato Pasquale Lamanda, capogruppo del consiglio comunale dell’Idv e iscritto all’associazione Luca Coscioni – si nota questa disparità di trattamento rispetto agli ospedali di Olbia e La Maddalena, che ovviamente nel 2009 vedono aumentare rispettivamente del 15 per cento e del 29 per cento le interruzioni di gravidanza. Ora, se è vero che quello all’obiezione è un diritto previsto dalla legge 194, si precisa che gli enti ospedalieri sono tenuti ad assicurare
l’espletamento delle procedure. Inoltre è compito della Regione garantirne l’attuazione attraverso la mobilità del personale”.
La posizione dell’Asl è quella di chi ritiene di garantire comunque il servizio in due centri
ospedalieri su tre. Ma secondo gli esponenti dipietristi è l’intero servizio che andrebbe rivisto. Nel documento si legge che il reparto di ginecologia di Olbia dedica un solo giorno alla settimana, dalle 8 alle 14, per le problematiche relative all’interruzione della gravidanza. L’Idv chiede di garantire a Tempio e al territorio un giorno settimanale con medici trasfertisti in sostituzione di quelli locali.
“Comunque – si ribadisce nel testo – noi non vogliamo entrare nel merito dell’organizzazione della Asl, pertanto chiediamo al sindaco, per il suo ruolo di autorità sanitaria locale, di indirizzare una esplicita richiesta per il ripristino del servizio, evitando all’alta Gallura questo disagio”
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