Terapie made in Italy per curare sette malattie rare

Maria Sorbi

Milano. Quando il made in Italy è una cura medica. I ricercatori dell`istituto San Raffaele hanno messo a  punto una terapia genica contro alcune malattie rare  che colpiscono i bambini. Prelevano cellule staminali  da un bimbo malato, le correggono in laboratorio, e le  reintroducono nell`organismo attraverso un «virus navicella».  Ora un`azienda farmaceutica, la britannica  GlaxoSmithKline, decide di scommettere sul futuro di  questa terapia e sigla un accordo con Telethon e con  l`istituto scientifico universitario milanese per sviluppare  protocolli per sette patologie rare, tra cui la malattia  dei «bimbi in bolla» (Ada-Scid). L`intesa, prevede  che i ricercatori ricevano da Gskun primo investimento  di 10 milioni di euro. La multinazionale del farmaco  ottiene invece una licenza esclusiva per lo sviluppo e  la commercializzazione a livello mondiale dei protocolli  terapeutici.  Rivolgendo un pensiero a Susanna Agnelli, che ha  sempre sostenuto la ricerca, il presidente di Telethon  Luca Cordero di Montezemolo commenta: «Sarebbe  molto orgogliosa di noi. Diceva sempre che dobbiamo  riuscire a trasferire i risultati della ricerca nella terapia».  E così è stato fatto con un accordo a tre.  La terapia made in Italy è già stata testata su 15 bambini:  baby-pazienti costretti a vivere sotto una campana  di vetro, isolati dal mondo per non incappare in  infezioni per loro potenzialmente mortali. Dopo un  solo trattamento di staminali, i bimbi sono usciti dalla  «bolla», vanno a scuola e conducono una vita normale.  La terapia sarà industrializzata e immessa sul mercato  per essere fruibile dai pazienti di tutto il mondo.  Perché il protocollo, al quale è stato riconosciuto lo  status di «farmaco orfano», possa essere utilizzabile  da chi ne faccia richiesta, occorre completare una serie  di step (produttivi e regolatori) che Gsk si impegna  a portare avanti nei prossimi anni: si stima ne passeranno  almeno due o tre. La stessa tecnica è poi in corso  di sperimentazione per altre sei patologie: dalla talassemia  ad alcune sconosciute ai più. Con la nuova  cura si eviteranno trapianti e conseguenti rischi di rigetto.  «E una giornata storica – commenta il presidente di  Telethon, Luca di Montezemolo – per malattie come  quelle rare, spesso dimenticate dalle grandi industrie  farmaceutiche». «Negli anni – aggiunge Francesca Pasinelli,  direttore generale della fondazione Telethon abbiamo  raccolto donazioni dagli italiani con la promessa  di avanzare verso la cura delle malattie genetiche  rare. Con questa alleanza dimostriamo come l`eccellente  ricerca scientifica che abbiamo finanziato   possa portare a terapie efficaci e disponibili per tutti i  pazienti». Telethon negli ultimi vent`anni ha finanziato  2260 progetti di ricerca con 323 milioni di euro, ha  studiato 454 malattie e pubblicato quasi ottomila ricerche  scientifiche.