Sangue cordonale, è gratis conservarlo nella banca pubblica

Cordone ombelicaleIl responsabile del Centro di raccolta del sangue cordonale presso l’Ospedale «Di Venere», Bari Carbonara e Presidente dell’Adisco (Associazione Donatrici Italiane del Sangue del Cordone Ombelicale), Gennaro Volpe, interviene dopo l’articolo pubblicato in questa pagina venerdì scorso dal titolo «Altamura. A Ostetricia si può donare il cordone ombelicale». «Per donazione – sostiene Volpe – si intende dare alle altre persone il proprio sangue cordonale senza chiedere nulla in cambio e questo è un atto d’amore verso il prossimo) mentre raccogliere e tenere egoisticamente per se in una Banca Estera è un atto egoistico, pertanto non può essere definita donazione».

L’ospedale di Altmaura che fornisce alle partorienti il numero verde per mettersi in contatto con le società private che si occupano della conservazione del sangue e quindi del trasporto all’estero, in una banca cordonate in Belgio. «Attenti allo stato attuale in Italia – precisa ancora Volpe- la normativa vigente non consente di conservare il sangue cordonale per uso autologo, cioè per sé. Dal 2002 ad oggi ben 8 ordinanze ministeriali hanno sancito tale divieto insieme a quello di istituire sul térritorio nazionale Banche Cordonali Private e, soprattutto, di fare pubblicità alla conservazione autologa. Per dovere di verità ricordo che le unità autologhe sono conservate nelle Banche private estere con oneri economici della raccolta e, della conservazione a carico della coppia, il che costa in media-2.800 erro, a cui va-sommata spesso la quota di mantenimento annuale».

A questo proposito il dott. Volpe fa, anzi, notare: «Non esistono motivazioni ed evidenze, scientifiche a favore della conservazione autologa di cellule staminali cordonali, anzi questa dovrebbe essere scoraggiata, come riportato dal prof. Giuliano Grazzini, direttore del Centro Nazionale Sane, massimo Organo di studio ed organizzazione del sangue cordonale in Italia». Ed ecco pecche «La possibilità che il sangue cordonale raccolto da un neonato sano possa essere utilizzato per lui stesso è remota (1 caso su 200.000), Non si può escludere – precisa ancora Volpe – che le cellule patologiche, che potrebbero causare in futuro nel bambino una malattia, non siano già presenti nel suo sangue in quantità non svelabili dai test disponibili». Da qui la conclusione ‘ <In Italia è permessa la raccolta e conservazione del sangue cordonale "dedicata" presso la banca pubblica, cioè raccolta di sangue cordonale alla nascita da un neonato sano e conservata per essere successivamente utilizzata per il neonato o per un membro della famiglia che soffra di una malattia per la quale il trapianto di cellule staminali cordonali rappresenta una opportunità terapeutica consolidata. Le spese. sono tutte a carico dello Stato.  

© 2010 Radicali italiani. Tutti i diritti riservati