Salvatore Crisafulli ha cambiato idea. Il siciliano tetraplegico da sette anni, che si esprime con il battito delle ciglia, ha deciso di continuare a vivere, rinunciando all’eutanasia in Belgio come annunciato giorni fa da suo fratello Pietro. Si ferma così il viaggio da Catania verso la morte che sarebbe iniziato il 6-7 febbraio, a bordo di un camper, con destinazione una clinica belga «già pronta ad accoglierlo».
Ma proprio su questo punto solleva dei dubbi il radicale Marco Cappato: «Non è mica facile essere ammessi a una procedura eutanasica in Belgio spiega, mi risulta che la legge belga richieda una visita di medici psichiatri per accertare la volontà del paziente e soprattutto che non sia depresso. Possono passare dei mesi prima di ricevere una risposta». Parla addirittura di «bufala» il medico Silvio Viale (Radicale ed Exit-Italia): «Non è la prima volta che Crisafulli vuole morire e poi cambia idea. La sua volontà va rispettata, ma questa storia del Belgio mi pare proprio una bufala. Quello che noto è che Pietro Crisafulli è sempre stato pronto a schierarsi contro le scelte di Welby e di Englaro, per poi usare l’eutanasia per ottenere altri scopi». La nuova svolta verso la vita di Salvatore Crisafulli è emersa ieri, quando la trasmissione «Le Iene» ha diffuso un comunicato per raccontare l’incontro tra il giornalista Giulio Golia e Salvatore: alla domanda se voleva morire, il malato ha risposto di no con le ciglia.
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