Udc-Pdl affossano il bio-testamento: non sarà vincolante.

Laura Eduati

Diventerà pressoché inutile compilare un testamento biologico poiché quelle volontà non saranno vincolanti per il medico. Non solo: viene indebolita la figura del fiduciario, ovvero la persona incaricata di fare rispettare le dichiarazioni anticipate di trattamento nel caso il malato cada nell`incoscienza, mentre scompare la partecipazione del paziente «all`identificazione informata e consapevole delle cure mediche più appropriate». Il Senato conclude con una beffa l`approvazione del ddl Calabrò, con un emendamento presentato dall`Udc che elimina il carattere vincolante del testamento biologico, già privo della possibilità di indicare la sospensione dell`alimentazione artificiale. «Mi chiedo di che cosa stiamo discutendo, visto che le dichiarazioni anticipate non conterranno nulla» sbotta Anna Finocchiaro, esacerbata dalla assoluta mancanza di dialogo della maggioranza che in aula ha inasprito il testo, e non poco. L`Italia dei Valori immediatamente rilancia il referendum per abrogare «una legge che imbroglia gli italiani». Nel caos delle accuse, fa retromarcia la senatrice Laura Bianconi (Pdl) del fronte pro-life che voleva diminuire da cinque a tre anni il periodo di validità delle Dat, alla fine mantenute a cinque anni e compilabili non dal notaio ma dal medico di base. La lunghissima votazione si è conclusa dopo venticinque ore alle sei del pomeriggio, con 150 voti favorevoli e 123 contrari, tre gli astenuti. I cattolici del Pd sono rientrati nei ranghi: dopo una determinata battaglia in commissione per cucire il dialogo con il centrodestra, delusi dall`atteggiamento oltranzista della maggioranza hanno deciso di votare contro il ddl. Con due eccezioni: Emanuela Baio e Claudio Gustavino. Poche ma riconoscibili le dissidenze nel Pdl: hanno votato contro Marcello Pera, Antonio Paravia e Ferruccio Saro, quest`ultimo amico personale della famiglia Englaro e da sempre contrario al testo Calabrò. Si è astenuto il valdese Lucio Malan, che riteneva la legge parzialmente incostituzionale. «Non possiamo lasciare morire di fame e di sete in base a presunte volontà» ha dichiarato in aula l`Udc prima del voto finale. «Morirà la libertà sancita dall`art. 32 della Costituzione, quello voluto da Aldo Moro» ha concluso Finocchiaro nelle dichiarazioni di voto. Nelle pieghe del ddl Calabrò, che ora passerà alla Camera, trova posto l`obbligo delle Regioni di farsi carico dei malati in stato vegetativo. I senatori radicali mettono in guardia da una nuova insidia: con questa legge i testimoni di Geova saranno obbligati a ricevere le trasfusioni di sangue. L`articolo 4 al comma 6 infatti recita: «In condizioni di urgenza o quando il soggetto versa in pericolo di vita immediato, la dichiarazione anticipata di trattamento non si applica». Il ministro Maurizio Sacconi si complimenta: «Il caso Englaro non sarebbe con questa norma più possibile». La sottosegretaria al Welfare Eugenia Roccella, tra le più fiere sostenitrici del sondino obbligatorio, sottolinea come il carattere vincolante del testamento biologico non sia mai esistito e che il medico non può ubbidire a indicazioni terapeutiche fornite dal paziente: «Il medico, nella legge, avrà autonomia ma non l`ultima parola. Non si può eliminare la libertà del medico di essere contrario alle Dat». Un riferimento chiaro all`obiezione di coscienza, e d`altronde nell`articolo 7 viene chiarito che «il medico non può prendere in considerazione indicazioni orientate a` cagionare la morte del paziente». Una ulteriore specificazione per eliminare ogni ricorso all`eutanasia e al suicidio assistito. Tra i senatori democratici serpeggia un cauto ottimismo per la prossima battaglia alla Camera, tuttavia Enzo Bianco non esclude un ricorso alla Corte costituzionale in attesa del referendum abrogativo che venne lanciato per primo da Ignazio Marino e poi soffocato dalla prudenza di Veltroni e poi Franceschini. Visto che perla batosta è forte per il Pd, l`unico elemento positivo rimane «il voto compatto», e Finocchiaro esulta: «Sono molto fiera di questo risultato». Di punti incostituzionali la legge ne contiene parecchi, a partire dalla impossibilità di rifiutare alimentazione e idratazione artificiale, che nel testo sono indicate come semplice «sostegno vitale» ma che per la maggioranza dei medici è trattamento sanitario puro che il paziente può rifiutare in base all`art 32 della Costituzione. Aspetto non secondario, il ddl Calabrò introduce una discriminazione tra malati coscienti e incoscienti: i primi potranno rifiutare delle cure attraverso il consenso informato, i secondi non vedranno rispettate le proprie volontà poiché le Dat non sono vincolanti per i medici. Calabrò stesso afferma che il suo testo non è incostituzionale, e sul carattere non vincolante spiega che i progressi della medicina possono vanificare decisioni prese nelle Dat e dunque il fiduciario potrà dialogare con il medico per capire «cosa si può fare al momento attuale». Maurizio Gasparri ha voluto dedicare l`approvazione della legge a Eluana Englaro: «Il Senato ha scelto per la vita, contro il partito della morte e dell`eutanasia». Una legge che, ha concluso il capogruppo dei senatori di centrodestra, che diventa «elemento identitario del Pdl che nasce» alla fine di questa settimana nel congresso fondativo.