Roma – Più di tre mila emendamenti al progetto di legge sul testamento biologico – che da domani affronterà l’esame dell’aula al Senato – non fermeranno il cammino del ddl che la maggioranza ha ormai blindato, chiudendo a qualsiasi ipotesi di intesa con il Pd.
Da un primo esame degli uffici sembra che ne resteranno in" vita", giudicati ammissibili, non più di 750, un quarto. E si procederà con un’ottantina di votazioni segrete. E così, a poco varrà, se non per la testimonianza, la battaglia ostruzionistica alla quale si preparano i radicali, che coi senatori Poretti e Perduca ieri alle 15, allo scadere dei termini, hanno depositato qualcosa come 2.572 emendamenti (il 20 per cento suggerito da cittadini via web) . Il Pd invece ne ha presentati 173 e solo il lavorio diplomatico condotto in questi giorni dal leader Franceschini e dalla capogruppo Finocchiaro coi big cattolici Franco Marini e Beppe Fioroni ha consentito di raggiungere una posizione unitaria, o quasi, dopo lo strappo dei giorni scorsi. Delle 173 proposte di modifiche, 75 sono state firmate da tutti i componenti del direttivo Pd e della commissione Sanità (tranne i cattolici Baio e Gustavino) e questo non era scontato.
Il punto di intesa si è raggiunto proprio sul nodo più delicato, quello nutrizione: l’emendamento all’articolo 3 è stato firmato dai capigruppo Finocchiaro e Zanda, ma anche da Marini, Follini, dalla Bianchi e dagli altri senatori più vicini a Fioroni. Il testo qualifica la nutrizione come «sostegno vitale», ma ammette«l’eccezionalità del caso in cui la sospensione sia espressamente oggetto della dichiarazione anticipata di trattamento». Tutti d’accordo (anche se poi la Bianchi ha presentato un suo emendamento per restringere ulteriormente questa ipotesi). Ad ogni modo, ci sono anche 16 emendamenti di Ignazio Marino e 82 di altri singoli senatori Pd. Tra questi, i sei di Rutelli (che non firma quelli unitari), coi quali viene riproposta la «terza via»: affidamento del ruolo decisivo nelle fasi terminali al medico. Ma il Pdl ha già chiuso. «Non ci sarà una terza via» stronca Gaetano Quagliariello, «c’è solo la via che abbiamo intrapreso: abbiamo dei paletti che non intendiamo superare». D’altronde, il Pdl ha dovuto tener conto dell’ala "pro life", limitandosi a una decina di emendamenti tecnici.
«Vana la speranza di migliorare il testo, per questo col collega Saro rinunciamo a presentarne, ma voteremo contro», confessa il senatore Pdl Paravia. Il relatore Calabrò ne annuncia invece altri per l’aula. Beppino Englaro, che ieri ha ribadito al Tg 1 il suono a una legge che imponga una terapia, oggi sarà al Senato per presentare l’associazione "Per Eluana". In solidarietà con lui, a Piazza Navona, movimenti e girotondi guidati da Pancho Pardi terranno la prima di una serie di manifestazioni per una legge «laica». Il sito di Micromega pubblica un documento della Conferenza episcopale tedesca per un «testamento biologico cristiano». «La Chiesa cattolica si spacca sulla bioetica», è il titolo, perché il testo «parla di liceità dell’eutanasia passiva e indiretta» per una «morte dignitosa», escludendo di fatto solo quella attiva.