Pronto il testo sul fine vita. Il padre di Eluana: barbarie

Mar. B.

Carta fine vitaTestamento biologico. Confermati i divieti, è polemica.
La legge sul testamento biologico muove i primi passi in Senato con l’abituale corollario di polemiche.

E con il Pd che si trova ancora una volta a nervi scoperti di fronte all’ennesima spaccatura. Ieri la commissione Sanità di Palazzo Madama ha scelto il Ddl della maggioranza, firmato dal relatore Raffaele Calabrò (Pdl), come testo base della discussione che continuerà lunedì con la presentazione degli emendamenti sui quali si annuncia già battaglia. Il Ddl pianta diversi paletti sul terreno delle cure di fine vita, a cominciare da quello più critico: il divieto assoluto di sospensione dell’alimentazione forzata. Una posizione, questa, subito condannata dal padre di Eluana: «La legge che il Parlamento si appresta ad approvare – ha avvertito ieri Beppino Englaro – è una vera e propria barbarie». Un’accusa che Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello respingono senza appello: «Così – rispondono il capogruppo e il vice del Pdl al Senato – offende gratuitamente il Parlamento».

Intanto il via libera al testo base preparato da Calabrò, che doveva essere solo un passaggio formale, si è trasformato in un nuovo "casus belli" nel Pd. Sei senatori di opposizione (cinque dei democratici e uno dell’Italia dei valori) hanno votato contro il testo della maggioranza, mentre tre – tra questi anche la neo-capogruppo Pd, Dorina Bianchi- si sono, invece, astenuti. «Non stiamo dicendo di sì al Ddl Calabrò», ha voluto precisare Bianchi. Che ha aggiunto: «È stato un atto di fiducia verso il relatore, che ha mostrato delle aperture per accogliere degli emendamenti dell’opposizione». La puntualizzazione, però, non è bastata a spegnere le polemiche, aprendo un nuovo confronto nel Pd non privo di asprezze. Con la Bianchi a fare da bersaglio delle critiche, tra gli altri, di Barbara Pollastrini («la nostra capogruppo deve farsi carico della posizione maggioritaria del partito») e di Donatella Poretti che ne ha chiesto le dimissioni. L’opposizione, ieri, ha trovato comunque un accordo: saranno i senatori Ignazio Marino e Daniele Bosone a selezionare gli emendamenti da presentare lunedì. Tra questi non dovrebbe mancare anche quello più delicato: la possibilità di chiedere nel testamento biologico la sospensione «in casi eccezionali» dell’alimentazione forzata per i pazienti in stato neurovegetativo.