Scienza in “Ricerca di libertà”

Libera ricerca scintifica"La libertà di ricerca scientifica è un requisito per la democrazia, un diritto civile e politico e una delle più importanti garanzie per la salute e il benessere dell’uomo, nella misura in cui non reca danno ad altri". Con l’adozione di questa dichiarazione si concludeva tre anni fa a Roma il primo congresso mondiale per la Libertà di ricerca scientifica.

Scienziati, legislatori, accademici e rappresentanti della società civile provenienti da Europa, Nord America e Medio Oriente si dettero appuntamento per «organizzare iniziative contro le proposte oscurantiste e repressive» in atto nel mondo. Il successo di quel congresso contribuì a rendere possibile anche il finanziamento da parte della Commissione Ue di progetti di ricerca basati su cellule staminali embrionali. Già due anni prima, nel 2004, in occasione della sessione costitutiva del congresso, l’Associazione Luca Coscioni e il Partito radicale avevano lanciato una mobilitazione globale che riuscì a bloccare il tentativo di una risoluzione alle Nazioni unite per la messa al bando della ricerca sulle staminali embrionali (in particolare del procedimento del trasferimento del nucleo cellulare, impropriamente detta anche clonazione terapeutica).

Atre anni da quel primo fortunato incontro gli stessi attori si danno appuntamento dal 5 al 7 marzo a Bruxelles per approfondire le questioni affrontate nel 2006, discutere nuove iniziative transnazionali e rafforzare il congresso mondiale come sede permanente di analisi e sostegno alla libertà di ricerca nel mondo e alla libertà di cura. A Bruxelles si parlerà quindi di manipolazione politica della scienza, di relazione tra scienza e religione, di bioetica e di medicina riproduttiva, sempre cercando di collegare l’attualità scientifica. e politica alle esigenze delle persone malate o disabili. Con i contributi, tra gli altri, del premio Nobel perla Medicina Martin Evans, del senatore Pd Ignazio Marino, e della vice presidente del Senato Emma Bonino.