Sit in, appelli e messaggi: l’Italia si schiera con il Quirinale

Virginia Lori

A Roma cinquecento manifestanti davanti a Palazzo Chigi fin dal primo pomeriggio. Slogan e applausi a Napoletano, bandiere del Pd, della Cgil, Radicali e Sinistra

Il Paese si ribella. Subito in piazza contro il governo e applausi per Napolitano. Sit-in spontaneo di 500 persone sotto Palazzo Chigi. Cori e slogan contro Berlusconi e il Vaticano. «Fini, vieni con noi».

Cori e fischi al governo. Lunghi applausi per Napolitano. E c’è chi grida dal megafono: «Fini, vieni con noi». Contro l’approvazione del decreto sul caso Eluana, l’Italia si mobilita. Palazzo Chigi è «assediato» da un sit-in spontaneo di 500 persone. Donne, uomini, ragazze e ragazzi, delusi, arrabbiati, sgomenti. Ci sono i Radicali e le bandiere del Pd, della Cgil, della Fiom. Simpatizzanti dell’Uaar, l’Unione Atei per lo sbattezzo, l’Associazione Luca Coscioni.
Marco Pannella quasi indossa le vesti di vigile urbano e si arrabbia con chi occupa via del Corso, la strada dello shopping vicina al Palazzo dove Silvio Berlusconi ha convocato un Consiglio dei ministri d’urgenza: «Vi sentite rivoluzionari occupando la strada – rimprovera i manifestanti -. Se non tornate sui marciapiedi, lascio il sit-in». Ed ecco che accorrono alcuni sventolando un tricolore listato a lutto.
LE PROTESTE
Non solo Roma. Altre manifestazioni sono state annunciate per oggi in altre città: a Milano alle 17 in piazza San Babila ci sarà il Pd e la sinistra. A Catania è previsto nel pomeriggio con un sit-in della Cgil in difesa della laicità dello Stato. Presidi sono previsti anche davanti alle Prefetture d’Italia, fa sapere il Partito dei Comunisti italiani. In Liguria il segretario regionale del Pd, Mario Tullo, ha convocato una manifestazione davanti alle prefetture di Genova e La Spezia. A Napoli è nato un comitato di sostegno al capo dello Stato: «Io sto con Napolitano» e a Bologna liberi cittadini e il sindacato Cgil hanno organizzato per lunedì due presidi.
IL TAM TAM
Sms e interventi su Facebook, che solo nel primo pomeriggio di ieri ha raggiunto 6000 contatti fino a sforare oltre i mille: ecco il tam tam. Il gruppo «Rispettiamo la vita di Eluana Englaro», è amministrato da Mina Welby, che dall’altra notte ha cominciato uno sciopero della fame.
GLI SLOGAN
Cantano «Bella ciao» i manifestanti guardati a vista dalle forze dell’ordine e confinati dietro le transenne della piazza. Gridano «Sciacalli, sciacalli: governo italiano, governo vaticano». «Ma quale cura, per Eluana, volete la tortura!». Appesi al collo hanno cartelli che attaccano la scelta «vergognosa» del governo. Su quello di Pannella c’è scritto: «Banda di torturatori». «Pdl, partito dei lefevriani» su quello di Marco Cappato. E grande è il sostegno al presidente della Repubblica che non ha firmato il decreto: «Napolitano non mollare, vai avanti così». Critiche invece al ministro per le Pari Opportunità, Stefania Prestigiacomo, che si era detta contraria ad un intervento dell’esecutivo sul caso Eluana: «Voto all’unanimità, Prestigiacomo dov’eri?». Il leader radicale commenta: «Il decreto annunciato da Berlusconi è una misura penosa e allucinante, corrisponde agli interessi e alla cultura di questo presidente del Consiglio». Gli fa eco Bobo Craxi: «Il governo è entrato a gamba tesa su questa materia così delicata. Hanno trasformato Palazzo Chigi in un ospedale, dove si parla della salute dei cittadini». Rincara la dose Angelo Bonelli (Verdi): «Da parte del governo un comportamento golpista che minaccia il capo dello Stato: o si fa il decreto oppure cambiamo la Costituzione».
PALAZZO CHIGI
Mentre la protesta monta arriva a piedi Andrea Ronchi, il ministro delle politiche Ue che sottolinea: «Tutti hanno il diritto di manifestare, però considero questi slogan truculenti contro il governo ignobili e falsi. Da questa manifestazione si capisce chi ha a cuore la cultura della vita. Non discutono del decreto legge o del ddl. Cosa c’entra "Bella ciao" con la vita di Eluana? E una brutta speculazione politica», commenta il ministro prima di scomparire nel Palazzo. Ileana Argentin: «Qualunque sia la posizione del partito andrò avanti contro l’arroganza di Berlusconi.