Camilleri, pare che Eluana stia partendo per il lungo viaggio. Beppino Englaro, il padre: «Cali il silenzio». Le faccio questa domanda perché non voglio che rimanga solo il gracchiare di corvi, di polemisti funerari, di causidici delle morti altrui. Il Vaticano: «È antiumanesimo» (Giordano Bruno, però, non era in stato vegetativo). Sacconi: «Valuteremo». Bruno Vespa: «Eluana morirà di fame e sete». Coraggioso e documentato, il professor Ignazio Marino, che spesso, a Porta a Porta, è riuscito a fare impallidire Vespa.
Mi ero ripromesso, caro Lodato, di non parlare più di Eluana e manterrò il punto. Ma una considerazione s’impone su quello che è stato il comportamento del Vaticano, non della Chiesa, in questa tristissima storia. Già da qualche tempo, anzi, diciamolo apertamente, con l’elezione di Papa Ratzinger, gli interventi d’oltretevere su alcune ipotesi di leggi della Repubblica si erano fatte talmente pressanti da bloccare, nei fatti, l’iter delle leggi non gradite. Un solo esempio: i «Dico». La pressione del Vaticano agisce a tenaglia: da una parte i vescovi e i cardinali che tuonano dai pulpiti, dall’altra quei politici cattolici che premettono la loro fede alla ragione politica. Sta volta si è approfittato di un caso che ha commosso l’Italia per cercare di staccare la spina, è il caso di dirlo, alla laicità del nostro Stato. Il quale si è espresso attraverso la Cassazione e attraverso 1e parole del presidente Napolitano che ha dichiarato non trattarsi di eutanasia. Continuare a usare il termine assassinio ora costituisce una pura e semplice offesa. E in quanto al ministro Sacconi e a Vespa consiglio loro di ascoltare la cristianissima esortazione del cardinale Tettamanzi: pregare in silenzio per tutti.