Eluana, la Bindi e lo stupratore

Norma Rangeri

Porta a PortaCon l’enfasi dei tempi supplementari si annuncia la telecronaca minuto per minuto dei passaggio dell’autoambulanza che trasporta il corpo di Eluana Englaro da una clinica all’altra. Inquadrare il mezzo con cui la ragazza viene trasferita dalla struttura medica di lecco a quella di Udine diventa il passaggio in rete da non perdere per la rappresentazione televisiva della tragedia.

«Naturalmente la gente davanti alla clinica aumenta, vi informeremo momento per momento», dice Bruno Vespa, concentrato su Eluana giusto quel tanto che serve per «il circo mediatico», come denuncia il rappresentante dell’associazione Luca Coscioni. Il conduttore ha infatti una serata di Porta a Porta molto articolata da governare, indaffarato com’è a smistare un traffico di stupratori e clandestini bruciati. Perché il sondino di Eluana, il rogo dell’indiano, gli stupratori agli arresti domiciliari fanno comunque un ricco brodo di opinioni allo sbaraglio, da assemblare come viene viene.
Ma nulla potrebbe il padrone di casa se non avesse dalla sua quel parterre di politici, magistrati e psicologi pronti ad allestire la bancarella della morale. Senza farsi scrupolo della mistura nauseante che devono maneggiare. C’è il prezzemolo leghista Cota, al lavoro 24 ore su 24 nei talk-show, l’uomo incaricato di fare l’eco alla sparata quotidiana del suo partito. Nella fattispecie la giornata offre quella del ministro dell’interno Maroni: se il rappresentante dei governo sostiene che con gli immigrati bisogna essere «cattivi», Cota è pronto alla replica: «cattivi, dobbiamo essere cattivi».
Tra il pubblico siede un signore, indiano, che lo ascolta arrivando alle logiche conseguenze: «Dicendo che bisogna essere cattivi con i clandestini quale messaggio diamo? di bruciarli?». Anche perché gli slittamenti semantici sono spiattellati da alcuni ragazzotti inquadrati dalle telecamere: «Hanno bruciato un ragazzo come voi», dice l’intervistatrice. Risposta: «Un ragazzo? no un marocchino».
Della compagnia fa parte anche Rosy Bindi, praticamente in coppia fissa con Cota, visto che i due erano insieme anche nella scorsa puntata di Annozero. Con lei per un attimo si lasciano da parte stupratori e massacratori di immigrati, si torna a parlare di Eluana, si riaccende il collegamento con la clinica. E si sparano grosse. Le sentenze, osserva Bindi, vanno rispettate, ma se lei fosse stata nel collegio di giudici, non avrebbe preso quella decisione. E a chi rivolge la sua critica? Al signor Englaro perché è andato troppo in tv («penso che ciascuno di noi che siamo qui ha fatto una trasmissione con lui»). Insomma poteva evitare tutta questa pubblicità, evitare la battaglia sui diritti e vedersela in privato. Evidentemente, a forza di frequentare certi salotti si perde la bussola, la sensibilità e anche un’ottima occasione per tacere.

 

Leggi il comunicato di Rocco Berardo, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, a commento della puntata di Porta a Porta di martedì sera.