Intervista a Beppino Englaro: «Campania o Emilia? Praticabile ogni ipotesi»

Daniela Limoncelli

Beppino EnglaroBeppino EnglaroPapà Englaro: se non c’e l’alternativa non posso escludere l’esecuzione coatta

In Campania o in Emilia? Per me vanno bene entrambe le ipotesi, tutto è praticabile quel che va incontro all’attuazione del decreto della corte d’Appello di Milano e alla volontà di Eluana.

C’è, tra noi, un patto di sangue. Io devo rispettarlo» e Beppino Englaro, tono sereno, stringe al petto quel mazzo di fiori. Diciassette rose. Una per ogni anno trascorso da quel terribile giorno, da quel 18 gennaio del 1992 quando, alle 3 e mezza, uscendo da una festa, Eluana finì contro un muro slittando sull’asfalto ghiacciato con l’auto presa in prestito dai genitori. La corsa in ospedale, il coma, lo stato vegetativo permanente. L’inizio del nulla. Diciassette rose consegnano i radicali Marco Cappato e Silvio Viale, a chiusura della fiaccolata che ha attraversato le strade di Lecco, a Beppino Englaro. Lo fanno fuori la clinica Talamonì di Lecco dove la sua Eluana, 38 anni, è prigioniera in un letto. E la folla, in silenzio, abbraccia quel padre.

Tantissime le testimonianze di solidarietà che sta raccogliendo anche oggi, nel giorno dell’anniversario dell’incidente di Eluana…
«Non sono per me, Eluana ha smosso le coscienze. Credo che queste testimonianze siano il segnale di un clima culturale che sta cambiando. Si sta iniziando a capire che la storia di Eluana è un problema che riguarda tutti noi. E si deve a lei, a mia figlia, la prima in Italia che ha sollevato queste problematiche, se è venuta alla luce la questione delle libertà fondamentali e si è compreso che interessa tutti».

Ma sono anche tanti, al di là dell’atto di indirizzo del ministro Sacconi, coloro che vorrebbero impedirle di staccare il sondino a sua figlia…
«Io rispetto la loro posizione. Profondamente. Ma mi auguro la reciprocità. Per 21 anni, quanti ne aveva Eluana quando ha avuto l’incidente, mia moglie ed io abbiamo rispettato la volontà di nostra figlia. Ma ora questa volontà non è rispettata».

In Campania si è aperta la discussione sulla possibilità di offrire una struttura sanitaria per accogliere sua figlia. Se l’Emilia non avrà disponibilità, sarebbe favorevole a trasferire qui Eluana?
«Sì, assolutamente. Le assicuro che per me tutto è possibile, tutto è praticabile. Campania o Emilia, non fa alcuna differenza. Purché, finalmente, sia dato corso all’attuazione del decreto della corte d’Appello di Milano, ratificato poi dalla Cassazione a sezioni riunite. Andremo avanti sempre, e sempre nella legalità. Non posso tradire mia figlia».

Anche se dovesse ricorrere all’«esecuzione forzata» dei provvedimento?
«Preferisco le cose più semplici. Ma se non possiamo attuare normalmente il decreto, se l’unica alternativa possibile resta la sua attuazione in modo coatto, ebbene non escludiamo neanche questa ipotesi».

Come commenta l’iscrizione del ministro Sacconi al registro degli indagati?
«Su questo no… Non mi esprimo».

E’ stanco?
«E’ troppo tempo. E’ un’agonia che dura da diciassette anni. Da troppo tempo».