Quali sono dunque le altre strategie che si stanno valutando per consentire a paraplegici e tatraplegici di tornare a camminare e a muoversi? «In questo momento continua Mortini – la medicina sta facendo passi da gigante nell’ambito dello studio delle cellule staminali, ma ciò non vuol dire che fra pochissimo saremo in grado di far camminare tutti. È impossibile stabili re quando si raggiungerà questo traguardo. Ciò che possiamo dire, però, è che dall’anno prossimo, al San Raffaele, inizieremo i primi test con cellule staminali sull’uomo, nel giusto clima di speranza e fiducia. Lo scopo, a differenza degli esoscheletri come ReWalk, non è solo quello di restituire la capacità di deambulazione, ma anche le tante altre funzioni fisiologiche legate all’attività del midollo spinale».
Nel mondo ci sono 2,5 milioni di persone costrette alla sedia a rotelle. A queste, ogni anno, solo in America, se ne aggiungono altre i 11 mila. In Italia l’incidenza annuale è di 25 casi ogni milione di abitanti. Paraplegia (paralisi degli arti inferiori) e tetraplegia (paralisi di quattro arti), sono nella stragrande maggioranza dei casi la conseguenza di incidenti in moto, automobilistici o sul luogo di lavoro, e solo in strettissima minoranza la conseguenza di gravi problemi vascolari.