di Giannluca Grossi
Il primo uomo a testare ReWalk è stato Radi Kaiof, quarantunenne, ex paracadutista, da venti anni paralizzato a causa di un incidente durante il servizio militare. «Non avrei mai immaginato che un giorno sarei tornato di nuovo a muovermi sulle mie gambe – ha spiegato Kaiof -. Mi ero dimenticato di quanto fosse bello e speciale poter stare in piedi senza chiedere aiuto e guardare negli occhi le persone che mi parlano».
ReWalk è stato inventato da Amit Goffer, fondatore di Argo Medical Technologies, una piccola compagnia tecnologica israeliana. Anche Goffer è disabile, però non potrà beneficiare della sua invenzione perché, a seguito di un incidente, può muovere solo, e in modo parziale, le mani, mentre per far funzionare ReWalk serve il movimento di tutto il busto. L’apparecchio consiste in due strutture metalliche indipendenti, una per gamba, motorizzate, fissate alla vita e alle caviglie, comandabili tramite un piccolo computer (posizionato in uno zaino) e una serie di interruttori sul polso. ReWalk funziona tramite batterie ricaricabili. In base ai comandi ricevuti può far camminare in avanti e indietro, alzare e sedere, superare ostacoli o salire le scale. L’unica limitazione è data dalle stampelle, ancora necessarie per mantenere l’equilibrio. «Il mio strumento permette alle persone paralizzate di abbandonare la sedia a rotelle e tornare a muoversi come persone normali – afferma Goffer -. Non restituisce solo la salute a chi l’ha perduta, ma anche la dignità».
Kate Parkin, direttore di un reparto presso il NYU Medical Centre, sostiene che ReWalk è utile sia dal punto di vista fisico che psichico. Fisicamente per- mette infatti di camminare comodamente e di lavorare, compiere azioni e gesti che, su una sedia a rotelle, non sono attuabili; mentre psicologicamente migliora l’autostima, la fiducia in se stessi, anche grazie alla possibilità di tornare a dialogare ad "altezza d’uomo".
In questo momento, dopo i test positivi condotti su Radi Kaiof, gli specialisti stanno facendo nuovi esperimenti su larga scala presso il Te lAviv’s Sheba Medical Centre.
Non è la prima volta che degli studiosi stanno pensando a strutture esoscheletriche in grado di sostituire le sedie a rotelle. Recentemente, la TheyShal1Walk, una organizzazione medica non-profit, ha sviluppato un prototipo, Lifesuit, analogo a ReWalk, ma molto più ingombrante. Lifesuit pesa complessivamente 32 chilogrammi ed è mosso da un sistema ad aria compressa.