Trapianto di cellule cura la leucemia

di Deborah Ameri
(Immagine fornita da Flickr)

LONDRA. Cinquantasette milioni di cellule della figlia le hanno salvato la vita. Oggi Joanne Scott, di 53 anni, nota designer inglese, non solo è la prima persona al mondo ad aver ricevuto questo trattamento, ma è anche una donna guarita dalla leucemia. Il suo caso sta facendo discutere in Gran Bretagna e non solo. E accende le speranze di milioni di malati di tumore. Alla signora Scott erano stati diagnosticati otto mesi di vita. Aveva scoperto di essere leucemica tre anni fa, proprio il giorno in cui aveva inaugurato la sua collezione nel celebre negozio TopShop, di Oxford Street a Londra. I continui cicli di chemioterapia e radioterapia ai quali si era sottoposta non avevano sconfitto il male. Era sempre tornato indietro e aveva iniziato metastasi in varie parti dell`organismo. E non si trovava un donatore di midollo compatibile. «A quel punto ho sistemato tutte le cose burocratiche e ho parlato con mia figlia Tara. Non ero neppure arrabbiata, penso di aver avuto una bella vita» , ha raccontato la paziente al Daily Telegraph. Ma l’immunologo Mark Lowdell, del Royal Free Hospital di Londra, le ha suggerito un ultimo tentativo: un trattamento di immunoterapia con l`uso delle cellule del sistema immunitario della figlia, studentessa 21 enne. Una tecnica relativamente inesplorata, perché non può essere sperimentata sugli animali, viste le differenze con il sistema immunitario umano. Tara è rimasta attaccata a un macchinario per quattro ore: il suo sangue è stato raccolto e spedito in laboratorio. Queste cellule sono killer naturali, uccidono le infezioni dell’organismo. Ma per poter annientare il cancro devono avere due «chiavi». Gli esperti del Royal Free hospital le hanno dotate di queste due chiavi, per poter aprire la cellula cancerosa e sconfiggerla, e le hanno poi iniettate nella paziente. Dopo una settimana le 57 milioni di cellule ricevute dalla signora Scott si erano già riprodotte ed erano arrivate a 137 milioni. Segno inequivocabile che la malattia era in remissione. «Nei giorni prima del trapianto sono stata attentissima – ha raccontato Tara, che studia Antropologia a Londra – ho cercato di mangiare in modo sano, di non bere, di fare esercizio». La signora Scott è adesso virtualmente guarita dalla leucemia. La malattia potrebbe tornare, ma in quel caso si potrebbe ripetere la trasfusione. Dopo questo incredibile successo il dottor Lowdell sta curando altri 14 malati e alcuni colleghi americani hanno già fatto sapere che tenteranno la stessa tecnica su pazienti con cancro alle ovaie e al seno. «L’immunoterapia è un trattamento relativamente non costoso – ha spiegato il medico – che potenzialmente può curare milioni di persone, soprattutto nei casi in cui il tumore principale è stato rimosso ma ci sono metastasi in corso».