Intervista a Chiara Lalli. «Vogliono decidere l’esistenza dei cittadini»

DSC04307.JPGChiara Lalli

Dopo il voto di ieri alla Camera che ha stabilito la non compatibilità della Corte d’Appello di Milano di autorizzare l’interruzione della nutrizione di Eluana Englaro, Chiara Lalli, docente di bioetica a La Sapienza di Roma, è netta: «Ancora una volta la politica ha la presunzione di decidere arbitrariamente della vita delle persone, dell’esistenza dei cittadini». «Ma specifica poi la bioeticista – questo voto nulla toglie alla valenza di quella sentenza: tecnicamente non c’è ancora nessuno ostacolo». 

Professoressa Lalli, il caso di Eluana Englaro è ormai diventato un simbolo intorno al quale si scontrano laici e cattolici. Cosa rappresenta?

Come è accaduto per Piergiorgio Welby, Eluana rappresenta la leva attraverso cui forzare la volontà e le scelte delle persone. Il fatto è che Eluana non alcuna probabilità di uscire dallo stato vegetativo in cui è costretta… 

Eppure, proprio ieri, Rocco Buttiglione ha dichiarato che Eluana potrebbe anche svegliarsi da un momento all’altro… 

Diciamo che Buttiglione crede e confida nei miracoli. Una cosa del tutto legittima quando avviene privatamente, ma che diventa grottesca e ridicola quando  si parla pubblicamente e quando si ha la responsabilità di legiferare. Tutti i medici hanno affermato che le probabilità che Eluana possa uscire dallo stato vegetativo sono infinitesimali. Non si parla di impossibilità perché la medicina, al contrario della religione, preferisce esprimersi in termini probabilistici.

Non solo Buttiglione pero. Anche la pattuglia teodem presente nel Pd ha costretto tutto il partito di Veltroni all’astensione Paola Binetti ha detto che Eluana deve vivere: nessuno, secondo la senatrice; «può assumersi la tragica responsabilità di togliere la vita ad un’altra persona»

Forse dobbiamo metterci d’accordo sul significato della parola vita. Il problema è che Eluana si trova in una condizione di vita meramente biologica. Lei non ha nessuna forma di autocoscienza, per fortuna non si rende  conto della propria condizione. Ma la cosa che trovo assurda, al limite del grottesco, è che la Binetti non si è mai interrogata su cosa volesse Eluana, sulla sua idea di vita prima che l’incidente la riducesse in quello stato. E’ una cosa davvero orribile che, implicitamente, accusa il padre di volersi liberare della figlia. Quasi che non sia lui il primo ad essere colpito emotivamente di quello che sta vivendo Eluana. Quasi che non provasse dolore. 

Nella votazione di ieri molti parlamentari si sono nascosti dietro  la presunta necessità di una legge che regoli la materia dell’accanimento terapeutico. Cosa ne pensa?

Intanto c’è da dire che il termine accanimento terapeutico non ha alcun senso. E’ una invenzione italiana che serve solo a togliersi dall’imbarazzo di una scelta. Quel che si può fare è stabilire se un trattamento medico è utile oppure no. E poi se il paziente lo vuole. Se un medico, per esempio, vuole somministrarmi contro la mia volontà un antibiotico, sebbene utile dal punto di vista medico, ecco che si delinea uno scenario di "accanimento terapeutico". Ma a questo punto io parlerei di abuso. La formula accanimento terapeutico è ambigua. Per questo è così utilizzata dai politici. 

E per quanto riguarda la necessità di una legge? 

La legge esiste già: l’articolo 32 della nostra Costituzione dice infatti chiaramente che nessuna persona può subire un trattamento sanitario contro la sua volontà. Il singolo individuo può decidere quale trattamento fare e se farlo. Anche se rifiutarlo porta alla morte. Quindi non c’è bisogno di alcuna legge. Per quanto riguarda le direttive anticipate una legge sarebbe utile. Ma dovrebbe essere una buona legge. Oggi temo che legiferare porterebbe ad una sorta di Legge 40 calata sul testamento biologico.