Immobile nel suo letto, un uomo di 48 anni ha registrato le sue volontà, ora che è ancora in grado di esprimersi lucidamente.
Un testamento biologico in video, per rifiutare cure invasive e affermare il diritto a morire: lo ha fatto ieri un malato trevigiano affetto da sclerosi laterale amiotrofica (Sla). L`uomo, che ha 48 anni ed è immobilizzato da tempo in un letto di una casa di cura a Monastier, ha voluto evitare che il suo potesse diventare un nuovo caso Welby o Eluana Englaro. E davanti ad una telecamera, nel pieno possesso delle proprie facoltà, ha voluto mettere le cose in chiaro: nel caso le sue condizioni peggiorassero tanto da non consentirli più di nutrirs, rifiuta l`accanimento terapeutico. L`uomo ha registrato dal letto in cui è immobile il filmato che ora sarà inserito nel sito dell`associazione Luca Coscioni. Nel video si ascoltano le sue volontà sul trattamento medico. «Nel momento in cui non fossi più in grado di mangiare o di bere attraverso la mia bocca – dice il paziente trevigiano – oppongo il mio rifiuto ad ogni forma di alimentazione e di idratazione artificiali sostitutive della modalità naturale. Tale rifiuto è da ritenersi efficace anche nella circostanza in cui perdessi qualsivoglia capacità di esprime e ribadire la mia volontà». Il quarantottenne ha ripetuto in voce ciò che aveva già detto e reso pubblico in forma scritta alcuni mesi fa, affermando anche di rifiutare terapie mediche volte a trattare la malattia e le sue complicazioni. Lui accetterà unicamente «i farmaci necessari ad alleviare i sintomi dolorosi derivanti, in particolar modo, dalla disidratazione». Viene rifiutato, inoltre, il ricovero in strutture ospedaliere. «Spero – ha detto che il mio caso sia da stimolo alla politica affinché si legiferi sul tema della libertà di chiunque di accettare o meno le cure mediche e perché siano realizzate strutture adeguate ad ospitare casi come il mio – in Italia sono circa 5 mila – che oggi possono ricorrere solo alle case di riposo per anziani». Sulla tragica vicenda di Eluana Englaro, da 16 anni in coma vegetativo, continua intanto la battaglia dei mondo cattolico contrario alla sentenza della Corte di appello di Milano che ha autorizzato suo padre Beppino a interrompere l`alimentazione. Se il quotidiano Avvenire si appella alle «ragioni del cuore», Radio Vaticana pubblica l`appello della madre di un ragazzo in coma da 13 anni dopo un incidente stradale come Eluana. «Non critico il papà di Eluana – dice Mariella Meneghetti – mi sento però di dirgli che non si può sospendere una vita, ci vogliono sempre speranza e fede». Oggi i sacerdoti delle parrocchie di Roma inviteranno i fedeli, durante la messa domenicale, ad «invocare il Signore perché illumini le coscienze sul valore intangibile di ogni vita umana».