Rassegna stampa: “Sì al Testamento Biologico – L’appello delle Associazioni”

Appello ai consiglieri comunali, provinciali e regionali perchè si impegnino su una legge per il testamento biologico. E’ la campagna dell’associazione "Luca Coscioni" di Treviso e Venezia per una regolamentazione moderna e laica sul documento che consente al cittadino di esprimere la propria volontà sui trattamenti sanitari cui intende acceder o rinunciare, nell’ipotesi di diventare incapace, in futuro, di esprimere questa volontà.
Risale allo scorso marzo il primo testamento biologico reso pubblico in provincia di Treviso. Lo sottoscrisse Paolo Ravasin, malato di SLA e ricoverato alla casa di riposo di Monastier: "E’ una battaglia di civiltà e dignità" – ha sempre detto, attaccando la Chiesa per il suo atteggiamento di "chiusura". Allora a spaccare le coscienze era il caso Welby, oggi quello di Eluana Englaro, con la sentenza dei giudici di Milano che autorizza la sospensione del trattamento che tiene in vita la ragazza dal 1992.
L’Associazione "Luca Coscioni" promuove anche una raccolta firme sul sito internet, e in questo caso fa appello a onorevoli e forze politiche, perchè si attivino a livello nazionale.
A Treviso, peraltro, ci sono due associazioni che diffondono il testamento biologico la "Ginestra", che ha redatto un proprio modello, e la sezione trevigiana della "CoscionI"; a partire da settembre un ciclo di incontri e confronti pubblici: "I tempi sono ormai maturi per coprire le carenze esistenti nella legislazione italiana" – commenta Giampaolo Sbarra, del gruppo Treviso più Europa, che con "VenetoRadicale" promuove le iniziative.