Monsignor Fisichella: i giudici non possono interpretare il pensiero della ragazza
Monsignor Fisichella perché è convinto che la sentenza di Milano costituisca un passaggio pericoloso? «Pericoloso perché di fatto abilita all`eutanasia. Non dimentichiamo che questa ragazza viene mantenuta in vita perché nutrita. Il coma è una forma di vita e, poiché la vita umana rappresenta ancora un mistero insondabile, non solo per il filosofo ma anche per lo scienziato, sorge spontanea una domanda: come possono i giudici pensare di interpretare il pensiero di una persona che ora non è più in grado di manifestarsi, basandosi solo sul convincimento della vita umana prima dell`incidente che è poi l`evento che l`ha costretta allo stato vegetati- vo attuale?»
Buona domanda…
«Mi viene da pensare a quei ragazzini che quando hanno la prima delusione amorosa dicono che non vogliono più vivere, ma non per questo poi non continuano a farlo. E` un assurdo».
Il padre di Eluana ha commentato a caldo che in questo modo ha vinto lo Stato di diritto…
«Non mi pare proprio che vi sia un diritto sancito, né dalla Costituzione, né tantomeno da nessuna altra legge che dispone di procedere in maniera forzata a togliere il nutrimento ad una persona. Direi che siamo davanti ad un autentico abuso».
Quindi lei auspica che la sentenza possa essere impugnata?
«Entra nella logica.»
L`anno scorso non era intervenuta la Congregazione della Dottrina della Fede con un chiarimento di carattere morale sullo stato vegetativo?
«Come no. Rispondendo a due quesiti dei vescovi statunitensi, a seguito del caso di Terry Schiavo, la Congregazione aveva messo nero su bianco un principio largamente condiviso nel mondo cattolico. L`alimentazione e l`idratazione ai pazienti in stato vegetativo è moralmente obbligatoria».
Eluana è la Terry Schiavo italiana?
«Purtroppo, e lo dico con tristezza profonda, penso che vi siano analogie; c`era un coma nel caso precedente, così come in questo e in tutti e due i casi i magistrati hanno disposto la fine del nutrimento e dell`idratazione».
La sentenza milanese può essere iscritta a quello che il Papa, in altre occasioni, ha definito un eccesso di laicismo?
«Non vorrei parlare tanto di laicismo, piuttosto penso sia il frutto di una cultura sempre più dilagante che apre a una logica utilitaristica della vita. E si arriva al punto in cui se qualcuno stabilisce che non vale la pena di essere vissuta, allora si procede di conseguenza, Terribile».