Il medico. «Ora il legislatore ci liberi dagli eccessi ideologici»

La strada scelta dai giudici di Milano che hanno autorizzato lo stop all`alimentazione forzata per Eluana Englaro è «serena, misurata e lontana dalle ideologie», secondo Piero Morino, il medico responsabile delle cure palliative della Asl 10A di Firenze che alcuni anni fa affermò di aver addormentato un paziente malato terminale, senza fargli mancare le cure ma alleviandone le sofferenze delle ultime ore. «Il vero dispiacere – ha commentato Morino- è verificare che il legislatore sia adesso molto indietro rispetto alla strada intrapresa dai giudici di Milano mentre il rischio è di restare sotto scacco di estremismi ideologici». Per Morino, che ha sempre definito le cure continue e palliative una strada lontana da quella dell`eutanasia, il valore della sentenza della Corte d`appello di Milano sta nella possibilità di «offrire tutte le opzioni possibili».

Chi si occupa di "fine vita" – ha aggiunto non può che essere strumento rispettoso delle scelte e non decidere per gli altri dei quali deve essere rispettata l`autonomia». Secondo quanto dichiarato da Morino nel 2006, il compito della medicina è curare e anche aiutare i pazienti terminali a morire in modo naturale. Senza ricorrere all`accanimento terapeutico. Ecco perché nella sua Unità lui utilizzala pratica della «pianificazione anticipata delle cure». «Nella cartella clinica registro il dialogo con i malati», ha spiegato. «A tutti spiego con franchezza quali siano le implicazioni reali della loro patologia, in modo che possano decidere fino a che punto siano in grado di sopportare la sofferenza».  [.]