In riferimento ad alcuni interventi apparsi sul Corriere nella rubrica-delle lettere, vorrei precisare che la Chiesa valdese (Unione delle chiese valdesi e metodiste) partecipa al meccanismo dell`Otto per mille ma non ha accesso alla ripartizione dei fondi non esplicitamente destinati dal contribuente. L`intera questione è definita da un`intesa ai sensi dell`art. 8 della Costituzione, negoziata tra il governo italiano e la Tavola valdese e quindi approvata dal Parlamento.
In un primo tempo – sino al 2001 – il Sinodo delle chiese valdesi e metodiste, aveva deciso di non partecipare alla ripartizione delle quote dell`otto per mille «non espresse» e di destinare allo Stato quei fondi che avrebbero potuto essere attribuiti alla Tavola valdese.
Come evidente e come lei stesso rileva, però, negli anni lo Stato ha di fatto rinunciato a promuovere il suo Otto per mille ed in più di qualche caso lo ha «girato» alla Chiesa cattolica, ad esempio sotto forma di restauro di luoghi di culto. Per questa ragione, nel 2001, il Sinodo delle chiese valdesi e metodiste decise di avviare le trattative con il Governo necessarie a rivedere l`intesa stipulata con lo Stato chiedendo di accedere anche alle quote non espresse.
Da allora ben due presidenti del Consiglio Berlusconi nel 2005 e Prodi nel 2007 – hanno siglato una revisione dell`intesa in questo senso che però, ad oggi, non è stata ratificata dal Parlamento. Registriamo insomma un ritardo delle assemblee parlamentari – sia quelle a maggioranza di centrodestra che di centrosinistra – che ha di fatto bloccato la revisione dell`intesa con la Tavola valdese così come l`approvazione di nuove intese con altre e sempre più rilevanti comunità di fede.
Nel frattempo, pur fortemente penalizzata, la nostra Chiesa continua a gestire i fondi otto per mille con i
consueti criteri di trasparenza (www.ottopermillevaldese.org) e destinando il 100% dei fondi ricevuti ad iniziative culturali e dì solidarietà in Italia ed all`estero. Al tempo stesso, continuiamo la nostra battaglia culturale per un`Italia più laica e più pluralista, attenta da una parte a separare le competenze dello Stato da quelle delle confessioni religiose, e dall`altra a valorizzare il contributo culturale e spirituale delle diverse comunità di fede
al dibattito pubblico.
Past. Maria Bonafede
Moderatore della Tavola valdese