ROMA – «L’asso nella manica di Silvio Berlusconi, si chiama "legge 194". Ma non modificherà la legge. Semplicemente la attuerà. Per la prima volta, come chiede la Chiesa e come non si appongono i laici». Per don Gianni Baget Bozzo, «il pragmatismo del Cavaliere non ha confini» e nel novero delle cose che «il governo farà molto presto», mette l’attuazione di una serie di norme che renderanno concreti i principi ispiratori della "194".
A cominciare dal ruolo dei consultori e da iniziative a sostegno della famiglia. Non è ancora tempo di quoziente familiare, ma Berlusconi considera lo stesso taglio dell’Ici sulla prima casa una misura in difesa delle famiglie che comunque va ad incontrare le esigenze delle gerarchie cattoliche con le quali il premier ha ormai un rapporto stretto e che da tempo si svolge senza i tradizionali intermediari.
«Le parole del cardinal Bagnasco dimostrano che non c’è quel patto di potere che sostiene D`Alema-spiegava ieri il vicecapogruppo del Pd/ al Senato Gaetano Quagliarello – la Chiesa dice la sua sui problemi del Paese senza più deleghe in bianco o braccia secolari». Anche se i destinatari sono molti, la scelta è chiara e saldo è il rapporto con, il Pdl e con quel suo leader `peccatore ma non adulto" Berlusconi è talmente consapevole di aver ormai vinto ogni diffidenza da aver potuto tranquillamente mettere assieme una maggioranza e un governo dove gli ex Dc, eccetto Scajola e Rotondi, sono stati praticamente azzerati.
Così come inascoltate sono state anche le presunte pressioni d’Oltretevere in favore di un ruolo di governo per Marcello Pera. «Ovvio – ribatte Baget Bozzo – Berlusconi è l’unico interlocutore delle gerarchie. La sinistra postcomunista ha perso la sua sfida rimanendo e 194 con il Pd nel guado tra la scelta dell’alleanza con gli ex della Margherita e quella con i Radicali. Invece Berlusconi – continua il monsignore da tempo consigliere del Cavaliere – ha smesso di inseguire Pannella. Così come Fini ha rinunciato alla battaglia sulla fecondazione».
Berlusconi, leader di un polo «eticamente anarchico» come ebbe modo di definire lui stesso il Pdl, continuerà quindi ad evitare di pronunciarsi in maniera netta sui temi eticamente sensibili, ma «pragmaticamente» continuerà a tenere stretti i rapporti con Cei e Vaticano. La citazione di Benedetto XVI fatta nel discorso di fiducia sul dovere della politica di «lavorare per il bene comune dell’amata patria», spianato la strada ad una visita ufficiale del premier in Vaticano. Incontro che attende solo la definizione di alcuni dettagli al "pacchetto sicurezza" che stanno a cuore alle gerarchie.
Berlusconi, l’asso nella manica è la legge 194
di Marco Conti
