La campagna elettorale non è stata un granché. Soprattutto in televisione. Perché nelle piazze c’è stato più coinvolgimento, partecipazione, desiderio di sentire dal vivo i programmi per l’Italia. Alcuni argomenti hanno fatto appena capolino nei comizi e nei dibattiti tv dei leader politici: si è parlato poco di sanità, di salute, dei temi eticamente sensibili, Strano perché la salute è quasi sempre ai primissimo posti nella priorità degli italiani : si tratta di problemi che riguardano tutti e con i quali spesso dobbiamo misurarci. E’ vero poi che nei programmi dei partiti lo spazio dedicato alla ricerca, alla sanità, all’etica, è risicato. Solo negli ultimi giorni il clima si è "scaldato". Il leader del Pd, Walter Veltroni ha annunciato una novità; la nascita di un organismo, di un’authority indipendente, che dia ai cittadini la possibilità di valutare i servizi ricevuti. Ha ribadito che Asl e ospedali devono essere fuori dalla politica e che le nomine devono avere regole chiare, curricula pubblici, bandi trasparenti, documentazioni su internet. Veltroni ha anche proposto il Fondo per le cure odontoiatriche su base volontaria.
Su alcune idee forse il passato governo poteva fare di più. Anche se, va detto, l’ex ministro Livia Turco ha meritato più della sufficienza, dimostrando impegno e determinazione su vari aspetti; difesa e rilancio del Servizio sanitario, riconoscimento del ruolo dell’industria del farmaco, risorse e investimenti, medicina del territorio, attenzione alla malasanità, terapia del dolore, assistenza al parto …
Altre questioni hanno segnato il "passo". Il processo di liberazione del farmaco -fortemente voluto dall’ex Ministro Bersani- è stato affrontato in modo contraddittorio; eclusività e intramoenia si sono scontrate con le corporazioni mediche; sulla non autosufficienza è stato ottenuto meno del necessario; sulle ossicodipendenze è rimasta la legge Fini – Giovanardi . Inoltre nei confronti delle Regioni inadempienti – in particolare sulle liste d’attesa e l’assistenza entro le 72 ore per le urgenze differibili- la Turco non ha agito con la dovuta energia che le conferiva l’autorità ministeriale. A sua giustificazione si può dire che alcuni problemi dipendevano anche da altri dicasteri: e che il governo è durato troppo poco.
Assenti quasi totali dalla campagna elettorale, l’aborto, la legge 40 e il testamento biologico. Escludendo la lista del Direttore del "Foglio" che ha fatto della moratoria antiaborto una "crociata", la stragrande maggioranza dei partiti ha evitato accuratamente. Per calcolo? Per opportunità od opportunismo? Per non forzare sul voto di "coscienza"? Per non creare tensioni tra laici e cattolici e con la Chiesa? Difficile rispondere perché c’é un pò di tutto questo (e altro). E un’intrinseca difficoltà a discuterne; se c’è che accusa indirettamente le donne che abortiscono di commettere un omicidio, non si può controbattere ovviamente dicendo che le donne non sono assassine: chi sostiene il testamento biologico non deve essere costretto a difendersi dall’accusa, sciocca, di volere l’eutanasia: né chi è per la diagnosi preimpianto da quella di volere l’eugenetica. Di fatto gli italiani non hanno un’idea chiara delle posizioni dei partiti su questi argomenti.
Però alcuni candidati si sono espressi. In coerenza con quello che hanno fatto. Penso ad Ignazio Veronesi e ad Ignazio Marino, due ghrandi medici dei quali l’Italia dovrebbe essere orgogliosa. Almeno loro hanno avuto la franchezza di dichiararsi su temi etici. Altri hanno pensato esclusivamente all’urna elettorale, una scatola di legno senz’anima.