Il mondo rovesciato

La Chiesa sa solo condannare, la carità e diventata laica.

Un`istruttiva visita al meeting con medici e malati organizzato dai radicali e dalla «Luca Coscioni». E una proposta: l`Italia ha bisogno di un associazione che difenda i diritti di chi soffre dai soprusi in nome della fede. Chi si fosse trovato a passare per i corridoi un po` fascisti dell`immenso palazzo municipale di Salerno, chi avesse notato la vasta sala del primo piano, affollata di persone giovani e anziane, sane e malate (molte le carrozzine a rotelle) nel pomeriggio di un freddo 15 febbraio e tutto il giorno dopo e il giorno dopo ancora, avrebbe pensato a un convegno scientifico (vari medici si sono infatti susseguiti al microfono) oppure a una manifestazione di solidarietà con i più deboli, perché – dallo stesso microfono – tante voci non mediche e non scientifiche si parlavano del dolore, della malattia, della morte e di come salvare la dignità nella sofferenza. Sono temi che di solito non appartengono alla politica, perché non si prestano alle promesse.

Piuttosto si ambientano dovunque vi sia uno spirito e una motivazione di solidarietà tra esseri umani. Poiché tale solidarietà solo individualmente nasce nei buoni sentimenti, di solito è la religione che ne fa una predicazione, una prescrizione, un dovere. Ma questi sono strani giorni per la vita italiana. La manifestazione di cui sto parlando era politica, era organizzata dall`Associazione Luca Coscioni, nell`ambito dell`attività infaticabile del Partito radicale a favore dei diritti civili. Dunque, anche il diritto di vivere e di morire in modo dignitoso, nonostante i colpi feroci della natura. Ma in quegli stessi giorni, quasi nelle stesse ore, poco lontano dal luogo del convegno che sto descrivendo, nel reparto ginecologico di un ospedale di Napoli, la polizia stava circondando il letto di una donna uscita dall`anestesia dopo un aborto difficile e doloroso; e sette agenti iniziavano a interrogarla perché la donna – in un ospedale pubblico, e assistita dai medici – era sospettata (a causa di una denuncia anonima) di «aborto illegale e clandestino». Sopra il letto della donna c`’era il crocefisso che c’è in tutti gli ospedali italiani.

E quegli agenti di polizia, accorsi in seguito a una denuncia tipo «Bocca della verità» erano (sono) i poliziotti di un Paese che il Papa benedice tutte le domeniche a mezzogiorno. Dunque, come in uno strano e deformato racconto di Alice nel Paese delle nzeraviq/ù , stiamo attraversando un Paese rovesciato, in cui i preti si occupano di inviare al capezzale della donna che soffre la forza pubblica, mentre alcuni laici – disobbedendo alla prescrizione religiosa del momento – stanno ascoltando testimonianze sul dolore, racconti sulla invivibilità di certe condizioni di malattia ed esaminando insieme il modo in cui negli ospedali e nella legge – intorno al letto di un malato si può lenire una sofferenza. Una dopo l’altra, al microfono della sala gremita per l`evento «Luca Coscioni», si ascoltano le testimonianze dell`abbandono del medico, dell`oscurità o mancanza di leggi, della solitudine in cui un mondo di «credenti» passa, veloce e indaffarato, intorno alla malattia inguaribile, all’ostacolo non più irremovibile e non più sopportabile. È lo stesso Paese delle manifestazioni oceaniche di credenti, in cui non si rimuove neppure un gradino per rendere meno impossibile la vita di un portatore di handicap.

Una dopo l`altra, nello stesso convegno laico che parlava di malattie, di gravidanze, di sofferenze di cui un tempo si occupavano le persone religiosamente preoccupate del prossimo, si ascoltavano le storie nuove e agghiaccianti degli «obiettori di coscienza». Ecco che cosa accade, dunque, nel mondo legato all`osservanza papale della religione cattolica, ai tempi di papa Ratzinger e della sua gelida immagine della vita fondata sul divieto posto a carico del più debole, la persona sola e in cerca di sollievo e di cura. Primo. Entra in scena l`«obiettore di coscienza». L`espressione è copiata dalla lunga battaglia antiguerra, spesso pagata col carcere, dei giovani che rifiutavano il servizio militare per non associarsi alle armi, alla violenza. E lo facevano, a quel tempo, contro la legge. Ma anche adesso gli obiettori «obiettano» contro la legge. È la legge 194, una legge che ha drasticamente diminuito il numero degli aborti in Italia, come era già accaduto nel resto del mondo democratico libero. Ma – a quanto pare – non conta che una legge dello Stato sia buona e utile.

Importa imporre la legge della Chiesa. Chi sono i nuovi «obiettori di coscienza»? Sono dottori che – legge o non legge – dichiarano che una loro dottrina impedisce di essere accanto alle donne che chiedono l`assistenza di un medico, poiché sono nelle condizioni previste dalla legge e nel dramma di dover abortire. Essi violano senza conseguenze non solo la legge, ma anche il dovere professionale e il senso morale dei fare il medico. Però non è giusto dire «senza conseguenze». In tutte le istituzioni sanitarie italiane i medici «obiettori di coscienza» si mettono in buona luce per le promozioni e soprattutto per la nomina a primari. Purtroppo, in Italia, si diventa primario di ospedale per meriti politici.

L`area più protetta per una lunga vita politica è la gerarchia religiosa, a cui ci si rivolge apertamente anche per incidenti elettorali, come è accaduto di recente. Dunque, nella triste realtà italiana (triste soprattutto per le donne) l’obiezione di coscienza di un medico che rifiuta il suo intervento è in realtà il primo titolo di un concorso. Il fatto, di per sé, dovrebbe essere uno scandalo. Ma non lo è. Secondo. Comincia il gioco senza scrupoli di buttare l’aborto nel mezzo di una campagna elettorale. Terzo. Gli stessi giocatori senza scrupoli introducono nel loro gioco elettorale «la fine naturale della vita» come segnale per rendere impossibile non solo ai credenti, ma soprattutto ai politici intimoriti, l`idea di approvare un testamento biologico. Ma serve anche da conferma che è giusto lasciare Piergiorgio Welby fuori dalla chiesa, negandogli il funerale, perché Welby – invocando la liberazione dalla pena della prigionia in un corpo finito, ma sostenuto artificialmente si è messo fuori da una presunta legge cristiana. Quarto. L`aspetto profondamente immorale di tutto ciò è che ciascuno dei protagonisti sani di questa storia ci guadagna qualcosa (reputazione di credente, carriera, primariato, voti in una indecente campagna elettorale, eventualmente un seggio in Senato), speculando sull`abbandono, la solitudine, la pena, di tanti che – nelle diverse e durissime circostanze indicate – cercano l`aiuto dei medici.

Sono intervenuto anch`io al congresso dell`Associazione Luca Coscioni, con le seguenti proposte: Primo. Deve essere istituito un registro dei medici «obiettori di coscienza», reso pubblico da ogni ospedale, clinica o day hospital. Occorre impedire il doppio gioco di coloro che si fingono legati completamente al proprio giuramento e impegno professionale, e poi, nel cuore della notte, avvertono la persona giunta al Pronto soccorso di essere obiettori, senza fornire nome o ragione. Secondo. Deve essere chiesto alle farmacie di indicare chiaramente, in vetrina, che in quella farmacia c`è obiezione di coscienza in caso di richiesta di farmaci non cristiani. Che l`opinione pubblica sia avvertita. Terzo. I cittadini devono disporre di un`associazione professionale (medici e avvocati volontari) pronti a intervenire accanto alla persona il cui diritto viene negato, soprattutto nel caso – ormai comune – in cui tutti i medici di una istituzione sono obiettori. Ho ricordato ai partecipanti della Luca Coscioni che in America è attiva da decenni una Anzerican ci`il liberty uuwn. Vuoi dire che in ogni città americana esiste un ufficio di giovani avvocati volontari – che dispongono, come referenza e garanzia, del nome di un grande avvocato locale – pronti a intervenire per tutelare i diritti di quei cittadini che, altrimenti, non avrebbero alcun appoggio.

Non si tratta solo di difesa d`ufficio di imputati poveri, ma della difesa immediata – e al miglior livello professionale possibile – di qualunque diritto negato. Sarebbe importante che ci fosse, in ogni città, anche un registro dei medici che non fanno obiezione di coscienza. Chiedo e spero che si aprano presto questi registri e che ci siano presto le iscrizioni. Mi sembra di interpretare così lo straordinario lavoro dell`Associazione Luca Coscioni, riunitasi nell`anniversario della morte dei giovane malato di distrofia muscolare, che è stato presidente del Partito radicale. Nel mondo rovesciato, carità e cura dei prossimo sono diventate virtù laiche. Alla Chiesa restano condanne, proibizioni, scomuniche e carriere.