“È una tecnica ingegnosa farà nascere bimbi più sani”

di Paola Coppola

«Questo esperimento è una strada corretta per ovvia­re a dei difetti del Dna mitocondriale della madre che possono trasmettere malattie al figlio, ma è una soluzione ingegnosa, che prevede due passaggi». Giulio Cossu, direttore dell’Istituto di ricerca sulle cellule staminali del San Raffaele di Milano sottolinea che resta da vedere «se la strada scelta dai ri­cercatori di Newcastle sia da preferire ad altre che potrebbero portare a risultati simili».

 

Perché?

«L’impiego di questa tecnica va considerato una "proof of principle". Deve essere verificato quale sia effettivamente la sua percentuale di successo anche perché il doppio passag­gio – la fecondazione in vitro di una cellula uovo, la rimozione successiva del nucleo che viene poi inserito nella cellula uovo di una donatrice – potrebbe aumentare le probabilità di errore e di danno per l’embrione. In futuro bisognerà vedere se il procedimento sarà da preferire ad altre tecniche come, ad esempio, la riprogrammazione delle cellule adulte che ha il vantaggio di derivare da cellule dirette del paziente».

 

C’è chi ha sollevato molti dubbi etici sull’esperimento inglese perché l’embrione viene creato usando un padre e due donne. Che cosa ne pensa?

«Il fine dell’esperimento condotto dai ricercatori di Newcastle è nobile perché ha un obiettivo terapeutico, cioè di fare nascere un bambino sa­no da una donna che ha un di­fetto nel Dna mitocondriale che può trasferire malattie al fi­glio. I dubbi sul piano etico so­no simili a quelli sollevati anche da altri esperimenti che coin­volgono gli embrioni umani. In ogni caso l’esito di questa ricerca avvia un dibattito che ha bi­sogno di una riflessione atten­ta».

 

Ma se dovesse nascere un bambino, avrebbe un padre e due madri?
«Il difetto genetico non si tro­va nel nucleo ma nei mitocondri della madre. Il bambino na­to con il trapianto di mitocondri avrebbe comunque due ge­nitori perché il ruolo della se­conda donna è esclusivamente quello di donatrice di mitocondri».