Non ha alcuna riserva Carlo Alberto Redi, direttore scientifico della Fondazione Irccs Policlino San Matteo di Pavia, nel difendere l’ultima frontiera della fecondazione artificiale.
Perché è favorevole?
Perché questa tecnica ci permetterà in futuro di eliminare patologie di tipo mitocondriale, altrimenti ineliminabili. Non c’è niente di sconvolgente, non viene toccato il Dna dei due genitori in senso stretto.
Ma entra in gioco un terzo genitore.
Non è così. Il bimbo sarà geneticamente figlio in tutto e per tutto di chi ha messo lo spermatozoo e l’ovocita iniziale. Dopodiché viene effettuata una chirurgia di cellule, il trasferimento del nucleo in una cellula uovo sana. C’è un’amica della madre, che senza alcuno scambio di denaro, regala il proprio ovulo perché i suoi mitocondri non hanno patologie. Francamente non vedo dove sia il terzo genitore.
Possono sorgere problemi di incompatibilità tra il Dna del nucleo e quello mitocondriale?
Assolutamente no. è da escludere. I mitocondri sono organelli cellulari comandati per produrre energia, che contengono una minima percentuale di Dna esclusivamente materno. Non c’è alcuna interazione tra questo e il genoma nucleare, che contiene comunque un Dna diverso, che è quello del padre e della madre.
Prima gli embrioni chimera, ora gli embrioni "a tre". Non crede che la manipolazione della vita si stia spingendo troppo in là?
Non riesco a veder la necessità di mettere freni alla ricerca, laddove questa si sta muovendo per compiere delle azioni buone. Gli embrioni chimera, o meglio i cibridi, serviranno per creare staminali embrionali senza utilizzare gli ovuli delle donne. In questo caso, stiamo salvando un bambino da malattie tremende. Si tira sempre in ballo l’etica, ma l’etica dovrebbe guardare qual è il fine, e qui il fine è buono. Chi può disconoscerlo? Mi sembra piuttosto che stia prendendo il sopravvento una visione cattolica incapace di accettare l’avanzamento delle scienze.