Relazioni pericolose con Feyeranbend

di G. Corbellini

Dalla cattedra (peri)patetica di «Porta a Porta», il filosofo e senatore Buttiglione informava che l`epistemologia moderna ha ridefinito, ridimensionandolo, lo statuto conoscitivo della scienza. E Giuliano Ferrara annunciava all`audience che il discorso scritto appositamente per gli «asini» della Sapienza dal capo della religione cattolica (e dello Stato del Vaticano), comodamente assito sul dogma dell`infallibilità, è una vera una lezione «galileiana». Trasmissione memorabile! L`unico che sapeva di cosa si parlava, cioè di comunicazione e non di scienza, religione oppure filosofia, era Marco Pannella.

L`esilarante commedia de- gli equivoci dal titolo «Ratzinger vs Sapienza», magistralmente diretta dal grande statista e politico Cardinale Camillo Ruini, ha ridicolizzato soprattutto la cultura filosofica italiota. Il povero Fayerabend stiracchiato a destra e a manca. Come un`auctoritas o un eretico. E non parliamo di Galileo. La deformazione dello storico mi ha riportato all`ottobre 1987, quando la rivista «Nature» pubblicava la profezia di due fisici dell`Imperia) College di Londra. Se la comunità scientifica non contrasta la diffusione delle insensatezze filosofiche dei postpopperiani, scrivevano Theocharis e Psimopoulis, in particolare che la conoscenza scientifica non ha alcun fondamento di obiettività e che per quanto riguarda il metodo scientifico «tutto va bene», sarà la fine perla credibilità pubblica della scienza inglese. E ne verranno danni an- che per la democrazia. I nostri si avventuravano a sostenere che il revival del fondamentalismo religioso negli Usa avesse qualcosa a che fare con la fortuna che il relativismo epistemologico avevano incontrato oltre l`Atlantico.

Gli scienziati e i politici inglesi ascoltarono quell`allarme e rintuzzarono, più che efficacemente, gli effetti perversi della filosofia (della scienza) nella deriva relativista. Consegnandola ai sociologi della scienza. Che, tanto, non li ascolta nessuno. E così la Gran Bretagna tornava a investire nella scienza, celebrando una nuova stagione di successi culturali, economici e anche civili. Il fatto che si discuta ancora di Feyerabend e si prenda sul serio Ratzinger come filosofo – forse è un buon teologo ma le due competenze non si sposano necessariamente – la dice lunga su quanta strada rimane da fare in Italia.