Aborto: Turco, in prossime settimane esito esame AIFA su RU-486

Si riporta una agenzia letta da Radio Radicale 

”Nelle prossime settimane l’Aifa terminera’ l’iter dell’autorizzazione all’immissione in commercio del farmaco abortivo RU-486 attraverso la procedura di mutuo riconoscimento prevista dalla normativa europea e vincolante per tutti i Paesi dell’UE”. E’ quanto precisa il ministro della Salute, Livia Turco, nella lettera inviata al Consiglio Superiore di Sanita’ per chiedere i pareri sulla sussistenza della vita autonoma del feto, sulla pillola RU-486 e sull’assistenza ai nati molto pre termine. ”Attualmente – ricorda il ministro – tale farmaco e’ gia’ commercializzato in Francia, Austria, Belgio, Germania, Danimarca, Grecia, Spagna, Finlandia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Regno Unito, Svizzera e anche negli Stati Uniti, in Australia e in Cina”.

”Con la procedura di mutuo riconoscimento attualmente in corso saranno coinvolti insieme all’Italia anche il Portogallo, la Romania, l’Ungheria e la Lituania”, aggiunge Turco che, chiedendo il parere del Consiglio Superiore di Sanita’, cita anche una lettera ricevuta dal Direttore generale dell’Aifa, Nello Martini. ”La registrazione, la commercializzazione e l’impiego della Ru486 – si legge nella missiva di Martini – risultano compatibili e coerenti con la legge 194 e non hanno di per se’ effetto induttivo o facilitante delle procedure abortive. Infatti, la pillola sara’ autorizzata per l’impiego esclusivamente in ospedale, secondo le procedure e le modalita’ previste dalla 194”. ”Su tale problematica e’ opportuno richiedere un parere del Css, che gia’ si era espresso sulla materia in occasione della sperimentazione clinica della Ru486 presso l’ospedale S. Anna di Torino.

 L’atto definitivo della Aic della Ru486, sulla base delle valutazioni tecnico scientifiche dell’Istituto superiore di sanita’, del Css e a seguito del giudizio conclusivo della Commissione tecnico scientifica dell’Aifa, spetta al Cda dell’agenzia, su proposta della direzione generale, con la successiva pubblicazione del provvedimento in Gazzetta Ufficiale”, precisa la lettera.