A breve sarà pubblicato il bando
Una boccata d`ossigeno per la ricerca sanitaria. Sono in arrivo 19 milioni di euro, 8 dei quali previsti per gli studi sulle cellule staminali, sei per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro e cinque per la sicurezza alimentare riservati agli Istituti zooprofilattici sperimentali. A giorni sarà pubblicato apposito bando, come già avvenuto per i primi 76 milioni e per i 15 milioni destinati ai giovani ricercatori, sul sito del ministero della salute. Intanto la Commissione nazionale per la ricerca sanitaria del ministero della salute si è riunita per stabilire i criteri di assegnazione dei fondi per la ricerca finalizzata. In totale si tratta di 76 milioni di euro finalizzati al trasferimento di conoscenze scientifiche tra laboratorio, clinica e innovazione nell`organizzazione dei servizi sanitari, per i quali è già stato pubblicato il bando 1`8 novembre sul sito del ministero della salute. Di questi, 15 milioni di euro sono riservati ai giovani ricercatori «under 40», per i quali è già stato pubblicato il bando pubblico. Le risorse (in base all`art. 12-bis del decreto legislativo 502 del 1992 e successive modificazioni) sono riservate alle regioni all`Iss, all`Ispesl, all`Agenzia per i servizi sanitari regionali, agli Irccs e agli Istituti zooprofilattici sperimentali. Gli altri enti di ricerca, compresi le Università e gli istituti privati, possonc concorrere alla realizzazione di tali progetti, ma solo sulla base di specifici accordi con i titolari primari di questi finanziamenti, A valutare i progetti sarà un comitato di esperti esterni. Intanto ieri, sulla questione dei finanziamenti, è intervenuto anche il ministro dell`università Fabio Mussi. Che alla presentazione del rapporto Met 200 «Stato e imprese – politiche di sviluppo, fisco e strategie di crescita» ha detto: «Siamo stati la prima nazione per numero di progetti di ricerca presentati nell`ambito del settimo programma quadro e il secondo per numero di finanziamenti ottenuti», ha aggiunto. «L`Italia nel 7PQ sta raggiungendo la quota del 14% per i fondi destinati alla ricerca, che è la quota corrispondente alla contribuzione del paese nell`Ue».