Risposta a Galli Della Loggia circa la sua dichiarazione su Il Corriere della Sera dell’11settembre e chiosa dell’editorialista

di Mirella Parachini e Marco Perduca / Galli della Loggia

Ecco ciò che ha scritto Ernesto Galli Della Loggia oggi sul Corriere della Sera, nella sua rubrica a pag. 41 "Calendario", con replica del dell’Associazione Coscioni e chiosa dell’editorialista:

CHIMERE. Grande compiacimento per la decisione inglese tra i tanti tifosi italiani degli embrioni-chimera — in particolare mi è parsa addirittura estasiata venerdì, su Radio Radicale, una signora che intervistava il professor Giulio Cossu. Grande compiacimento in specie perché gli inglesi, ispirati a dovere dall`Areopago della Scienza, si sono espressi al 61 per cento a favore dell`esperimento: in Inghilterra si che si rispetta la volontà del popolo, mica come in questo paese di clericali che è l`Italia, dove anche per andare a cena bisogna chiedere il permesso del Vaticano!

Mi resta un dubbio però: perché se una maggioranza è favorevole alla pena di morte, per ragioni morali non bisogna tenerne affatto conto, e invece, se una maggioranza approva le «chimere», allora invece la sua opinione è giusta? Per quale motivo in questo caso un`obiezione morale è inevitabilmente retriva e antidemocratica e nel caso della pena di morte invece no? Ce lo vogliono spiegare gli amici radicali

Caro Galli della Loggia,

l’intervista al Professor Cossu su Radio Radicale non era estasiata, né tantomeno l’espressione di una tifosa a favore degli embrioni-chimera bensì un’ulteriore occasione per tornare sul rapporto legge e scienza che in nord Europa consente ricerca, regolamentandola precisamente, mentre invece in Italia, grazie alla Legge 40 del 2004, la proibisce pressoché su tutto ciò che potrebbe far fare passi avanti alla scienza sulle possibili cure per milioni di malati.

Ammesso, ma sicuramente non concesso, che la maggioranza degli italiani, o degli inglesi o addirittura degli americani, sia popolarmente a favore della pena di morte – decine di studi dall’eurobarometro a recenti sondaggi negli USA dimostrano infatti il contrario – gli amici radicali non sono mai stati a favore dell’equazione Vox populi vox dei, più semplicemente, da liberali, si pongono problemi di governo di fenomeni in atto nel tentativo di trovare misure all’interno della legge per poterne consentire la loro regolamentazione.

Per qualsiasi sistema democratico, anche i più moralmente equipaggiati, è infatti impossibile controllare questioni che vengano consegnate al mercato nero, frutto della proibizione che potrà affermare la propria visione etica a parole, ma nei fatti crea solo occasioni per sfruttamenti, soprusi e violenze.

Cordialmente,

Mirella Parachini e Marco Perduca, Membri della Giunta dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica.

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Il punto è se realmente tutti «i fenomeni in atto» per il semplice fatto di essere tali debbano necessariamente essere «regolamentati», come sostengono i miei interlocutori, oppure se ve ne siano i quali, benché «in atto», possano però essere proibiti e sanzionati per ragioni etiche. Magari anche a costo di lasciarli «al mercato nero», come è appunto il caso, per esempio (per carità è solo un esempio!) del commercio di mine, del linciaggio o della pedofilia. 

 Ernesto Galli della Loggia