Possibili modifiche alla legge 194

di Mario De Curtis
Possibili modifiche alla legge 194 Le recenti affermazioni dei ministro della Salute su una possibile modifica di alcuni aspetti della legge 194 hanno creato una violenta reazione da parte di ampi settori della società che hanno visto in queste dichiarazioni un possibile rischio di un cambiamento della legge. Da un punto di vista medico i dubbi del ministro appaiono più che giustificati tenendo presente il progressivo miglioramento dell`assistenza neonatale avvenuto negli ultimi anni anche dopo la promulgazione della legge 194 che ha fissato nelle 24 settimane il limite massimo di età gestazionale per effettuare l`aborto. Anche se la gran parte dei feti abortiti muore per l`immaturità degli organi che non sono ancora sviluppati, non è raro che feti di 23 settimane, dopo l`aborto, siano vitali. A questo punto si pone un drammatico quesito su cosa debba essere fatto. La legislazione italiana non permette l`eutanasia e di conseguenza diviene obbligatorio assistere il neonato fornendogli le terapie necessarie. Diversamente che nel passato, alcuni di questi neonati, grazie alle nuove conoscenze scientifiche e alle nuove tecnologie, possono sopravvivere. Da una recente indagine effettuata nel Lazio è emerso che circa 1 neonato su 5 con un`età gestazionale di 23 settimane sopravvive, ma elevatissimo è il rischio di sviluppare un grave handicap. Un recente studio ha messo in evidenza che, tra tutti i bambini nati tra,il 1999 ed il 2000 in Norvegia, dove notoriamente le cure perinatali sono eccellenti, nessun neonato è sopravvissuto se nato prima di 23 settimane di gestazione e che tra quelli nati a 23 settimane e sopravvissuti (il 16%) ben il 44% presentava un grave handicap (danno cerebrale, idrocefalia, retinopatia grave, sordità). II rischio di handicap diminuiva con l`aumento dell`età gestazionale e si osservava in un bambino su tre nato a 24 settimane e uno su cinque nato a 25 settimane. Le gravi complicanze a cui possono andare incontro questi neonati pongono problemi etici sulla loro assistenza e per questo motivo in alcuni Paesi europei (es. Olanda, Danimarca) non vengono assistiti neonati con età gestazionale inferiore a 24 settimane. In base a questi dati scientifici, anche non volendo affrontare le numerose problematiche etiche e sociali legate all`aborto, appare giustificato proporre di anticipare il limite massimo dell`esecuzione dell`aborto portandolo da 24 a 22 settimane di età di gestazione.