La dolcezza secondo i radicali

di Francesco Agnoli

"Rientro dolce". Con le parole i radicali ci sanno fare. La dolcezza starebbe nel diminuire la popolazione mondiale da 6 a 3 miliardi, dimezzando gli uomini sulla faccia della Terra. Perché, vi chiederete, e come? Non ci sono motivazioni serie, se non il vecchio spauracchio della sovrappopolazione. Iniziò Malthus a lanciare allarmi, quando la popolazione mondiale era un sesto di quella attuale. Poi ci furono altri, da Giovanni Papini che su Lacerba esprimeva la sua gioia perché la prima guerra mondiale avrebbe spazzato via un pò di persone di troppo, sino a una pletora di ambientalisti e verdi estremisti, convinti che l`uomo sia il cancro del pianeta. L’interesse dei radicali, certamente coerenti, come gli antichi catari, nella loro lotta alla vita, per questo argomento data dagli anni `60, quando già manifestavano per la riduzione della popolazione e attraverso Luigi De Marchi proponevano, accanto ad aborto ed eutanasia, la «pianificazione demografica di Stato sino alla regolamentazione legislativa del problema della sterilizzazione». Il punto di riferimento di Pannella, in quegli anni, era l`agnelliano Club di Roma, guidato da Aurelio Peccei, che i radicali proposero come presidente del Consiglio. Scriveva costui nel suo Cento pagine per l`avvenire (Mondadori), che la nostra specie ha un «comportamento aberrante», una «proliferazione esponenziale che non si può definire che cancerosa: salvo gli insetti, sono assi rare le specie che si moltiplicano in modo così selvaggio e cieco». Fortuna che almeno il rientro è dolce…