Testamento biologico e aborto: un "autunno caldo" sui temi etici. Parla Ignazio Marino
Testamento biologico e temi etici: Ignazio Marino, presidente della Commissione Igiene e Sanità dei Senato, è pronto per un autunno che si preannuncia "caldo"? I tempi e i passaggi parlamentari quali sono?
La prossima settimana, con la riapertura dei lavori dei Senato, l`ufficio di presidenza si riunirà per individuare i possibili temi da porre nell`agenda della commissione. E il testamento biologico è tra questi, partendo dal lavoro che sta ultimando la senatrice Elena Bassoli: un testo unico condiviso a partire dalle dieci proposte sul tavolo. Concordo con questa questa metodologia, interpreto l`alto numero di proposte come la voglia di non rimanere esclusi dalla partecipazione ad un dibattito intellettuale, ma così concreto, molto sentito dai cittadini.
Apparentemente nessuno è per l`eutanasia e tutti per l`autodeterminazione dei pazienti. Eppure la mediazione tra fronte laico e religioso sembra difficile…
Tra i membri della commissione vi è un comun denominatore, ciò non toglie che in aula vi siano posizioni più radicali. Almeno a parole si è tutti contro l`accanimento terapeutico e nessuno, neppure in via surrettizia, giustifica l`eutanasia. Quasi tutti i otizzano la figura di un fiduciario, un garante per le decisioni da prendere in caso di incapacità o impossibilità ad esprimere la propria volontà sulle cure. Ma qui è il nodo… Il problema di una delega sulle cure future? Sì: le differenze e le legittime riflessioni girano, a me pare, intorno all`autodeterminazione della scelta delle cure. Al di là degli aspetti tecnici legati all`idratazione, alla nutrizione artificiale, all`affidare le decisione ad un comitato etico, a magistrati o tecnici, il punto è il consenso alle terapie. Un aspetto condiviso se il paziente è nella piena disponibilità e coscienza. Si tratta di un diritto riconosciuto dalla Costituzione, nell`articolo 32. Non tutti ritengono che questo diritto possa essere esteso ad un domani in cui il paziente non potrà esprimere la propria volontà direttamente, non parteciperà alla decisione. Ecco il tema: io non miro ad una legge per staccare la spina, io penso alla scelta del malato. Parlo di stati vegetativi permanenti, come il caso della giovane donna di Lecco che da i6 anni, contro la sua volontà, è tenuta in tale condizione. Vorrei permettere ai cittadini di ragionare e scegliere, magari cambiare opinione nel tempo, quando si è in grado di decidere, di affidarsi ad una persona di fiducia con cui magari si è parlato spesso di queste cose.
Non sembra però superare così i dubbi degli oppositori ad una "delega decisionale"
Resto stupito che in un paese dove la famiglia, almeno a parole, è centrale, ci sia questa d Fidenza ad affidare ad un altro/a la possibilità di decidere sulle terapie nel caso in cui non abbia più capacità intellettive autonome.
Alcuni, e anche autorevoli esponenti della chiesa cattolica, pensano non si debba legiferare in materia. Anche in commissione si potrebbe rinviare all`infinito…..
Quella che si chiama "melina": nessuno l`ha dichiarato e anche vari vescovi e cardinali si sono espressi per la normativa. Lo stesso catechismo cattolico "rivisto", ai tempi di Wojtyla, dall`attuale papa Ratzinger, segnala alcune circostanze in cui le cure diventano sproporzionate rispetto agli obiettivi che ci si prette, e quindi si ritiene legittima la sospensione delle terapie con decisione presa dai familiari. Così il Codice deontologico dei medici, approvato a fine 2oo6, sotttolinea il rispetto delle indicazioni del paziente.
C`è anche un modo, in Inghilterra o Germania, in cui è la giurisprudenza a dirimere la questione…
Sono fermamente contrario, prima di tutto come medico. Per anni, in Usa, lavorando nei trapianti di fegato, mi sono travato ai confini tra la vita e la morte, a decidere con dei amiliari. Mi sentirei ut o nella capacità di assistere fino in fondo un malato, Mire. fosse un giudice a decidere
Se non bastasse il testamento biologico o la legge sulla procreazione assistita, ora, su temi etici, dopo l`errore sui feti gemelli di Milano, si riparta delle legge 194. La senatrice della vostra maggioranza, la neuropsichiatra Paola Binetti, che siede in Commissione Igiene-Sanità parla di aborto eugenetico e dice che è tempo di riforma….
Nell`agenda dei lavori non vi sono questi temi. Certo, nel nostra schieramento vi sono differenze. La Binetti, che stimo, è convinta che una nutrizione artale (parliamo di gastrostomia, intervento chirurgico nella impossibilità di alimentare il paziente!) anche nella fase finale della vita, con nessuna possibilità di recupero della integrità intellettiva, non vada sospesa. Ci saranno discussioni, anche accese: ma questo è il metodo democratico..